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Il ministro italiano degli affari esteri Paolo Gentiloni incontrerà oggi a Neuchâtel il consigliere federale Didier Burkhalter. Gentiloni non sembra pronto a compromessi su dossier spinosi come quello dell'immigrazione e dei frontalieri.

Riguardo all'applicazione dell'iniziativa dell'UDC sull'immigrazione il ministro italiano degli affari esteri ha dichiarato in un'intervista alla Neue Zürcher Zeitung: "Dobbiamo rispettare la decisione degli svizzeri, ma occorre renderla compatibile con uno dei pilastri dell'Ue, la libera circolazione delle persone". Quest'ultima è "inseparabile" dalla libera circolazione delle merci che è anche importante per la Svizzera.

Tuttavia il capo della diplomazia italiana si mostra fiducioso. Dopo il referendum storico del 23 giugno in Gran Bretagna con il quale i britannici decideranno se restare o meno nell'Unione europea (Ue), Gentiloni ritiene che tra la Svizzera e l'Ue si dovrebbe trovare una "soluzione amichevole". "L'Italia ci tiene molto", ha sottolineato.

Interrogato sull'eventualità di un approccio unilaterale della Svizzera in materia di migrazione, Gentiloni ha risposto "se non può esser trovata alcuna soluzione comune, ciò avrà conseguenze molto negative per l'economia italiana e svizzera". Inoltre sarebbe anche "un brutto segno per il futuro dell'Europa dal punto di vista politico-culturale".

Per quanto riguarda i lavoratori frontalieri, tema sensibile in Ticino, vi è ancora in sospeso la firma definitiva di un nuovo accordo italo-svizzero. Per il ministro italiano, le misure ticinesi contro i frontalieri - tra le altre l'estratto del casellario giudiziale - sono "in un certo modo discriminatorie".

Gentiloni ha ribadito che la firma dell'accordo è legata alla sospensione di queste misure. "Perciò sono convinto che queste discriminazioni possono de facto essere superate".

Delegazioni dei due Paesi avevano parafato l'accordo sulla tassazione dei frontalieri nel dicembre 2015. Parlamento e governo dei due Stati devono ratificarlo.

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SDA-ATS