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La revisione del Codice penale (CP) che prevede la possibilità delle pene privative di libertà di breve durata (inferiori ai sei mesi) al posto di sanzioni pecuniarie, adottata dalle Camere federali il 19 giugno 2015, sarà attuata dal primo gennaio 2018.

Lo ha deciso il Consiglio federale. Alcune modifiche del diritto penale minorile sono invece poste in vigore già il prossimo primo luglio, indica un comunicato odierno del governo.

La revisione del diritto sanzionatorio era stata accolta dopo un lungo tira e molla tra i due rami del parlamento. L'aspetto più a lungo oggetto di divergenza ha riguardato il fatto, poi accolto dopo il compromesso formulato dalla conferenza di conciliazione, che il giudice che deciderà l'incarcerazione invece di una pena pecuniaria dovrà motivare la sua scelta.

La reintroduzione delle brevi pene detentive, che potranno comunque essere sospese condizionalmente, corrisponde alla volontà del legislatore di inasprire il sistema delle sanzioni attualmente in vigore, considerato troppo blando per i delitti meno gravi. Il sistema delle aliquote giornaliere è infatti stato criticato fin dalla sua introduzione, nel 2007, perché considerato troppo poco dissuasivo.

Il giudice dovrà comunque privilegiare le sanzioni pecuniarie a quelle detentive. Il magistrato potrà tuttavia optare per il carcere qualora ritenesse che la pena pecuniaria non possa essere pagata o se supponesse che l'imputato rischi di commettere altri reati.

In caso di sanzione pecuniaria, per cui potrà sempre essere accordata la sospensione condizionale, la somma per ogni aliquota giornaliera inflitta dovrà essere di almeno 30 franchi al giorno, ma potrà essere ridotta a dieci franchi se il condannato non ha i mezzi per pagare.

La revisione del CP prevede anche la sorveglianza elettronica dell'esecuzione fuori del penitenziario come forma di esecuzione delle brevi pene detentive dai 20 giorni ai dodici mesi. La sorveglianza elettronica potrà anche essere ordinata verso il termine dell'espiazione di una lunga pena detentiva in alternativa al lavoro esterno per una durata da tre a dodici mesi.

Nel diritto penale minorile l'età fino alla quale si applicano le misure è aumentata dai 22 ai 25 anni. Questa modifica dell'età massima permetterà ad esempio ai minori di terminare un apprendistato nel corso dell'esecuzione di una misura. Il governo ritiene necessaria una rapida attuazione di questi aspetti, che giudica dei progressi sensibili, e quindi ha posto in vigore le modifiche del diritto penale minorile già il primo luglio prossimo.

La revisione del CP prevede anche la reintroduzione dell'espulsione facoltativa dal territorio svizzero. Questa regola sarà tuttavia resa caduca dall'entrata in vigore, il prossimo primo ottobre, delle modifiche del Codice penale concernenti l'attuazione dell'iniziativa intitolata "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)", accolta dal 53% dei votanti il 28 novembre 2010. Il governo aveva deciso di attendere l'esito della votazione del 28 febbraio sulla seconda iniziativa dell'UDC in materia, quella denominata "per l'attuazione", prima di fissare l'entrata in vigore della nuova legislazione.

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SDA-ATS