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La Confederazione, che approfitta enormemente dei Paesi del Sud per i suoi mercati d'esportazione, deve aumentare il suo aiuto allo sviluppo pubblico dall'attuale 0,5% all'1% del Prodotto interno lordo (PIL). È quanto ritiene Caritas Svizzera.

L'organizzazione umanitaria elvetica esorta inoltre i politici a una maggiore coerenza.

"I Paesi più poveri sono fortemente penalizzati dai contratti di libero scambio, dai regimi fiscali e dall'atteggiamento delle grandi imprese internazionali, che rimpatriano la maggior parte dei loro guadagni", scrive Caritas in una presa di posizione presentata oggi a Berna.

Un commercio equo e una giusta ripartizione delle risorse nei Paesi del Sud svolgono un ruolo importante nella stabilità. Anche la Svizzera approfitta della sicurezza dei questi Stati. L'organizzazione invita pertanto il Consiglio federale e il Parlamento a una maggiore coerenza tra la cooperazione allo sviluppo e le altre politiche.

Caritas definisce inoltre "scandalosa" l'idea di dedurre le spese del settore dell'asilo dalla cooperazione allo sviluppo. L'Ong svizzera deplora la tendenza dei politici a voler finanziare gli obblighi di ciascun dipartimento nei confronti dei Paesi del Sud attraverso il budget della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).

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SDA-ATS