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BERNA - L'ex procuratrice generale del Tribunale penale internazionale (TPI) per la ex Jugoslavia Carla Del Ponte respinge nuovamente le accuse formulate contro di lei dal presunto criminale di guerra serbo Vojislav Seselj, definendole "assurde".
Si tratta di "invenzioni" o di una "tattica di difesa" del capo del Partito radicale serbo, attualmente giudicato per crimini di guerra e crimini contro l'umanità, ha dichiarato in un'intervista alla Televisione della Svizzera Romanda TSR del quale è stato pubblicato un estratto sul sito internet Trsinfo (www.tsr.ch/info).
Durante gli "otto anni e quattro mesi" in cui ha diretto l'accusa al TPI, la magistrata ticinese, oggi ambasciatrice di Svizzera in Argentina, dice di non aver "mai sentito un testimone" lamentarsi di essere stato minacciato o intimidito.
Carla Del Ponte sottolinea inoltre che l'inchiesta preliminare aperta dal TPI non la riguarda direttamente. Concerne piuttosto gli inquirenti del tribunale, ai quali esprime piena solidarietà. Questi giuristi "fanno un duro lavoro", afferma l'ex procuratrice.
Con una decisione presa lo scorso 29 giugno e rivelata il 18 agosto dal quotidiano britannico "The Guardian", il giudice Jean-Claude Antonetti ha chiesto al cancelliere del TPI di nominare un avvocato indipendente per indagare sulle pesanti accuse formulate dall'ultranazionalista serbo. Secondo Vojislav Seselj, certi testimoni hanno parlato di "privazione del sonno nel corso degli interrogatori, pressioni psicologiche, ricatto, minacce o versamenti finanziari illegali".

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SDA-ATS