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Il consumo di carne bio resta più elevato in città che in campagna.

KEYSTONE/CYRIL ZINGARO

(sda-ats)

La carne di produzione biologica è più apprezzata nelle regioni urbane che in quelle di campagna. Tra novembre 2015 e ottobre 2016, le famiglie che vivono in città hanno consumato in media 4,3 chili di questo prodotto, contro i 4 chili di quelle delle zone rurali.

Lo indica un rapporto di dicembre sul mercato bio pubblicato ieri dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). Tuttavia, rispetto all'anno precedente, il consumo è in forte aumento nelle aree di campagna (+8,3%), mentre resta all'incirca stabile (+0,5%) in quelle urbane. Secondo Bio Suisse, ciò può spiegarsi col fatto che sempre più produttori nelle regioni di pianura si stanno convertendo al biologico, influenzando il loro entourage.

Sono invece in controtendenza i nuclei famigliari più giovani. Quelli con persone di età inferiore ai 34 anni mangiano infatti il 10,6% in meno di carne bio in confronto a un anno fa. Un ribasso è stato constatato anche fra gli over 65 (-3,5%).

Le famiglie romande (4,1%) mangiano meno carne bio di quelle svizzero tedesche (4,3%), sebbene i cittadini francofoni consumino globalmente più carne dei loro connazionali.

Il salario non è necessariamente un indicatore rilevante in questo contesto: le utenze domestiche con un reddito annuale superiore ai 110'000 franchi non sono infatti quelle che acquistano le quantità maggiori di carne bio. Il primato spetta infatti ai nuclei che guadagnano fra i 90'000 e i 110'000 franchi ogni anno.

Per Bio Suisse, il consumo di carne bio dipende da diversi fattori, fra cui la formazione, il contesto sociale o l'assortimento di prodotti proposto nei supermercati.

SDA-ATS

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