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Dopo il fumo, tocca ora alla bistecca e al merluzzo: gli studenti dell'università di Basilea vogliono bandire carne e pesce dalla loro mensa scolastica. Il divieto, che ricalca un'analoga iniziativa introdotta dalla Freie Universität Berlin, sarebbe una novità in Svizzera.

Una prima tappa è già stato raggiunta: una petizione sottoscritta da 60 persone è stata approvata ieri dal Consiglio degli studenti con 6 sì, 2 no e 4 astensioni, ha indicato all'ats uno dei promotori, Jens Hermes. Si tratta di un "momento storico", afferma il 29enne dottorando in chimica, che è un fautore del veganismo - forma radicale del vegetarianismo che esclude qualunque prodotto di origine animale quindi anche uova, miele, latte e formaggio. A suo avviso l'istituto renano potrà servire da modello per tutta la Svizzera.

Sul tema si dovrà ora pronunciare la commissione pasti dell'università, composta da sette membri, due dei quali studenti. Uno dei commissari è Andreas Salathe, responsabile della mensa per conto del gruppo specializzato SV: indipendentemente dalla nuova rivendicazione - spiega - il ritrovo aveva già intenzione di adattare la sua offerta, puntando su una diminuzione del consumo di carne e sull'ampliamento dei prodotti vegetariani.

La mensa principale e le sue tre filiali vendono 1000-1500 menu al giorno, di cui 30-35 vegetali. Salathe ammette che, anche con la nuova concezione, la vita per i vegani non sarà facile. E a suo avviso un piatto a base di carne deve continuare ad essere acquistabile: ne va della liberà di scelta. L'imprenditore è comunque pronto anche a cambiare completamente la suo offerta. "Se gli studenti vogliono una cucina vegetariana l'avranno", afferma. In fondo non è altro che una nuova sfida.

Berlino sta vivendo l'esperienza di "Veggie No 1", la mensa vegana-vegetariana inaugurata nel 2010. Stando a una portavoce contatta dall'ats gli affari vanno nettamente meglio del previsto: invece dei 500 menu previsti ne vengono venduti 1400. Sempre secondo l'addetta stampa gli scettici rimangono spesso sorpresi dalla varietà dell'offerta.

Intanto però sui portali online fioccano i commenti negativi alla decisione di ieri."Benvenuti nella dittatura della minoranza", afferma uno dei pareri che raccoglie maggiori consensi. "I divieti sono di moda", sostiene un altro. "Ma perché vietare un piacere a qualcun'altro?".

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SDA-ATS