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Con 519 casi registrati, lo scorso anno il numero delle persone infettate dal virus dell'AIDS (l'HIV) è diminuito del 10% in Svizzera. Viene così confermata la tendenza al calo iniziata nel 2008 e interrotta soltanto nel 2012.

Lo indica oggi in una nota l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Sono invece in aumento le infezioni di clamidia, soprattutto tra le giovani donne.

La flessione dei casi di HIV è dovuta principalmente al minor numero di infezioni tra gli eterosessuali. Sono invece rimasti stabili i casi tra gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini (MSM nella sigla inglese), precisa l'UFSP.

I dati pubblicati oggi confermano che le donne contraggono l'infezione da HIV (Human immunodeficiency virus) nel quadro di relazioni fisse, gli uomini piuttosto durante rapporti sessuali occasionali o anonimi. Grazie alle strategie di prevenzione, tra gli immigrati si registra una diminuzione delle infezioni, mentre tra i tossicomani le persone infette sono praticamente sparite.

Sifilide, gonorrea e clamidia

Per quanto riguarda la sifilide si nota una chiara tendenza al ribasso dei casi (-6% per un totale di 560). Il gruppo dei MSM è il più colpito. Per la prima volta dal 2006, ovvero dalla reintroduzione dell'obbligo di dichiarazione, nel 2014 sono inoltre diminuiti del 4% (1544) i casi di gonorrea, sottolinea l'UFSP.

Diversamente dall'HIV e dalla sifilide, la gonorrea colpisce nettamente di più la popolazione eterosessuale. A destare preoccupazione è l'aspetto terapeutico, poiché gli agenti patogeni tendono a diventare più resistenti ai più diffusi trattamenti con antibiotici.

Stando ai dati pubblicati oggi, preoccupano anche le infezioni di clamidia (trasmesse per via sessuale, che provocano tra l'altro la malattia infiammatoria pelvica e il tracoma). I casi registrati sono aumentati del 12% a 9'680 e le infezioni vengono diagnosticate per oltre la metà (54%) tra le giovani donne tra i 15 e i 24 anni.

Messaggi ben assimilati

Il numero di casi di HIV, sifilide e gonorrea lascia invece presagire una situazione meno preoccupante per l'insieme della popolazione, rileva l'UFSP. Questo risultato è riconducibile, da un lato, alle campagne di prevenzione LOVE LIFE e, dall'altro, a una maggiore sensibilizzazione dei medici.

Le cifre mostrano però chiaramente che i MSM sono le persone maggiormente colpite. Pertanto, sottolinea l'UFSP, questo gruppo rimane al centro dell'attenzione dell'attuazione del Programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili 2011-2017 (PNHI).

Un altro aspetto preso in considerazione sarà il riconoscimento precoce delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST), dato che per l'HIV e la sifilide il rischio di trasmissione è particolarmente elevato nel periodo immediatamente successivo al contagio.

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SDA-ATS