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BERNA - Continua il braccio di ferro sui "Tactilo", un gioco elettronico a metà strada tra la slot machine e la lotteria. Gli apparecchi, molto diffusi nei ristoranti della Svizzera romanda, erano stati equiparati nel 2007 al gioco d'azzardo, e quindi consentiti nei soli casinò, decisione poi ribaltata in gennaio dal Tribunale amministrativo federale, che li aveva riammessi nei ritrovi pubblici. Contro questa sentenza sono ora stati interposti due ricorsi.
I reclami sono stati inoltrati al Tribunale federale dalla Federazione svizzera dei casinò e dalla Commissione federale delle case da gioco. La vertenza, sull'altro fronte, vede in prima linea la "Loterie romande", che gestisce 700 apparecchi "Tactilo", incassandone i proventi. La massima autorità giudiziaria elvetica potrebbe pronunciarsi già nei prossimi sei mesi.
La Federazione svizzera dei casinò afferma oggi in un comunicato che gli appassionati di "Tactilo" perdono annualmente 100 milioni di franchi. Specifica inoltre che nei ristoranti - a differenza dei casinò - non vengono predisposte misure per proteggere i giovani e combattere il fenomeno della dipendenza dal gioco, il che costituisce un fattore di concorrenza sleale.
La disputa giuridica mira a stabilire se i "Tactilo", che consentono vincite massime di dieci mila franchi, debbano essere sottoposti alla legge sulle lotterie oppure a quella sulle case da gioco: nel primo caso i proventi vengono ridistribuiti perlopiù ai cantoni romandi, nel secondo alla Confederazione. "Tactilo" rappresenta circa il 30% del giro d'affari della "Loterie romande".

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SDA-ATS