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Nel 2014 il fatturato delle 21 case da gioco svizzere è sceso del 5% rispetto all'anno precedente, attestandosi a 710 milioni di franchi. Nel complesso, dal 2007 si è ridotto del 30%, si legge in un comunicato odierno della Federazione svizzera dei casinò.

In Ticino, il casinò di Lugano perde il 12,2% a 44,2 milioni di franchi e Mendrisio cala del 6,1% a 53,6 milioni. Meglio Locarno, in progressione dello 0,1% a 21,7 milioni. Nei Grigioni, a Davos si registra una perdita di fatturato del 2,4% a 2,7 milioni, mentre St. Moritz fa segnare la peggior prestazione in assoluto, con un calo del 23,2% a 2,4 milioni. Il miglior risultato è invece quello di Neuchâtel, in impennata del 10,7% a 21,4 milioni.

A livello di cifre assolute, la "classifica" è guidata da Montreux (71,4 milioni, -9,2%), seguito da Baden (65,5 milioni, -1,9%) e Basilea (65,0 milioni, -6,6%). I casinò più piccoli, sempre a livello di fatturato, sono i due grigionesi.

Fortemente regolamentate, le case da gioco perdono sempre più clienti che si rivolgono ai paesi confinanti, alle soluzioni online e ai club di gioco illegali, continua la nota. La situazione produce una flessione nei fatturati dei casinò. AVS e Cantoni perdono così ingenti introiti, con conseguenze negative per l'economia nazionale.

Inoltre, se i clienti si rivolgono all'estero o a strutture illegali, si eludono la prevenzione e le misure di protezione dei giovani. La Federazione chiede quindi che con la nuova Legge sui giochi in denaro la competitività delle case da gioco venga migliorata, per evitare un ulteriore aumento delle offerte illegali.

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SDA-ATS