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GINEVRA - Le relazioni tra Svizzera e Libia possono essere normalizzate a quattro condizioni: la creazione di una commissione arbitrale, la traduzione in giustizia dei responsabi dell'arresto di Hannibal Gheddafi, un'inchiesta seria sulle foto segnaletiche dello stesso Hannibal Gheddafi pubblicate dalla Tribune de Genève e l'annullamento del divieto d'ingresso nello spazio Schengen imposto dalla Svizzera a 180 dirigenti libici. Lo ha affermato oggi in una conferenza stampa a Ginevra l'ambasciatore del paese africano all'Onu, Ibrahim Aldredi.
Aldredi ha letto una dichiarazione scritta nella quale giustifica le azioni della Libia dall'inizio della crisi e accusa la Svizzera di aver rifiutato di negoziare. L'ambasciatore ha anche ribadito la volontà del suo paese di risolvere la crisi con la Confederazione.
Per quanto riguarda Max Göldi, l'industriale svizzero detenuto in Libia per soggiorno illegale, l'ambasciatore ha affermato che "tutto è possibile". Ha precisato che la sorte di Göldi dipende dal sistema giudiziario libico che è "indipendente". "Sono i tribunali che decideranno, non noi", ha aggiunto. Non è neanche da escludere che il colonnello Gheddafi accordi la grazia, ma l'ambasciatore ha affermato di non poter dire niente al riguardo.

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SDA-ATS