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Il Ministero pubblico zurighese ha aperto un procedimento penale per tentata coazione contro il procuratore che nel 2012 aprì un'inchiesta nei confronti del granconsigliere UDC Claudio Schmid in relazione al cosiddetto "caso Hildebrand". Una portavoce della Procura ha confermato oggi una notizia in tal senso pubblicata ieri dalla "NZZ am Sonntag".

Claudio Schmid - finito sotto inchiesta in relazione al furto di dati bancari dell'ex presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) - ha denunciato lo scorso mese di aprile il procuratore titolare dell'inchiesta, sostenendo che questi voleva costringerlo ad accettare un decreto d'accusa, minacciando in caso contrario una pena ben più pesante.

Il deputato UDC si era rifiutato di firmare il decreto d'accusa e il Tribunale cantonale ha autorizzato lo scorso 4 ottobre l'apertura del procedimento contro il procuratore. Nei giorni successivi il Ministero pubblico zurighese ha deciso di affidare il dossier ad un altro procuratore. L'inchiesta nei confronti dell'ex titolare è stata avviata la scorsa settimana, ha precisato la portavoce del Ministero pubblico generale.

Claudio Schmid è uno degli indagati nell'inchiesta relativa alla fuga di notizie che all'inizio del 2012 portò alle dimissioni di Philipp Hildebrand da presidente della direzione della BNS. Gli inquirenti zurighesi rimproverano al granconsigliere di essere intervenuto per convincere un ex informatico della Banca Sarasin a trasmettere ad altri esponenti dell'UDC documenti bancari relativi ai conti privati di Hildebrand.

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SDA-ATS