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Le indagini penali contro la figlia dell'ex presidente uzbeko e cinque altre presone non saranno unite a quelle contro la banca privata ginevrina Lombard Odier.

La Corte dei reclami del Tribunale penale di Bellinzona ha confermato una relativa decisione del Ministero pubblico della Confederazione (MPC).

L'unione lederebbe l'imperativo di celerità del procedimento penale, si legge nel verdetto pubblicato oggi dal tribunale. L'inchiesta contro i sei uzbeki accusati di riciclaggio di denaro e falsità in documenti sarà presto matura per una sentenza. Le investigazioni nei confronti della banca e di uno dei sui ex consulenti finanziari necessitano invece di ulteriori verifiche riguardo all'organizzazione interna.

L'apertura di un determinato conto presso la banca rappresenta sì un legame con l'accusa di riciclaggio, tuttavia attualmente ciò non dimostra che l'istituto bancario era parte del costrutto denominato "Ufficio", che è servito quale mezzo per ripulire il denaro ottenuto mediante affari corrotti in Uzbekistan.

Tangenti bloccate

La 45enne Gulnara Karimova, figlia maggiore dell'ex presidente uzbeko Islam Karimov, è accusata di corruzione e avrebbe illegalmente acquisito patrimoni all'estero. In Svizzera sono stati bloccati circa 800 milioni di franchi su ordine dell'MPC.

Come emerge dalla sentenza odierna, i fondi sarebbero stati spostati e riciclati da un'organizzazione criminale denominata "Ufficio" composta da sei persone. Una di quest'ultima aveva richiesto di unire le due inchieste. La procura sospetta carenze nell'organizzazione interna della banca Odier, a causa delle quali non è stato possibile impedire dei reati.

Karimova era fra l'altro rappresentante permanente dell'Uzbekistan presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Ginevra e godeva dell'immunità diplomatica.

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SDA-ATS