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Caso Lauber: commissione avvia procedimento di destituzione

La Commissione giudiziaria dell'Assemblea federale ha deciso di avviare un procedimento di destituzione contro il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 maggio 2020 - 20:01
(Keystone-ATS)

La Commissione giudiziaria dell'Assemblea federale ha deciso di avviare un procedimento di destituzione contro il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber. Si tratta di una prima assoluta in Svizzera.

Lo ha dichiarato questa sera ai media il presidente della commissione, il consigliere agli Stati Andrea Caroni (PLR/AR), aggiungendo che sul caso sono previste ulteriori verifiche.

La decisione è stata presa sulla base di un sospetto fondato di violazione grave dei doveri d'ufficio da parte di Lauber in merito al controverso caso relativo agli incontri - non verbalizzati e non documentati - avvenuti tra il procuratore generale e il presidente della FIFA Gianni Infantino. Essi erano in relazione a procedimenti riguardanti la Federazione calcistica internazionale.

Gravi violazioni

L'avvio del procedimento di destituzione del procuratore generale è stato deciso - per 13 voti a 4 - al termine dell'audizione odierna di Lauber, durata un paio d'ore. Il diretto interessato uscendo dal colloquio aveva sostenuto che l'incontro era "andato bene".

Secondo la Legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione, è possibile destituire un membro del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), prima della scadenza del suo mandato, se esso ha violato gravemente i suoi doveri d'ufficio intenzionalmente o per negligenza grave, oppure se ha durevolmente perso la capacità di esercitare il suo ufficio. Secondo Caroni, entrambe le condizioni sono soddisfatte.

Audizione in due parti

L'audizione a Lauber si è svolta in due parti: la prima dedicata alle mancanze di cui il procuratore generale si è reso colpevole sia prima, sia durante il procedimento disciplinare aperto lo scorso maggio da parte dell'Autorità di vigilanza del Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC).

Lo scorso marzo quest'ultima ha concluso che il magistrato ha infranto diversi doveri d'ufficio: ha ripetutamente detto il falso, ha agito in modo sleale e ha violato il codice di condotta dell'MPC in modo "gravemente negligente".

L'AV-MPC aveva quindi deciso di imporre a Lauber - quale sanzione disciplinare - una riduzione salariale dell'8% per un anno (il massimo consentito ammonta al 10%) pari a un taglio di 23'827 franchi su uno stipendio annuo di 297'844 franchi. Il procuratore generale ha però deciso di fare ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF), accusando - tra le altre cose - di parzialità l'Autorità di vigilanza.

Una minoranza della Commissione giudiziaria era dell'opinione che prima di decidere in merito all'apertura di un procedimento si sarebbe dovuto attendere la sentenza del TAF. Il suo verdetto - atteso per l'estate - sarà probabilmente l'ago della bilancia in questa controversa questione.

Inoltre, nella seconda parte dell'audizione, la commissione ha ascoltato Lauber su fatti resi pubblici dopo lo scorso 2 marzo, "in particolare sulle rilevazioni concernenti altri presunti contatti tra la FIFA e gli inquirenti federali, la pubblicazione di uno scambio di e-mail sulle intenzioni di Gianni Infantino nella primavera 2016 e la prescrizione - avvenuta lo scorso 27 aprile - del primo processo FIFA", si legge in una nota odierna dei servizi parlamentari.

Forse al voto l'Assemblea federale

Se la Commissione, al termine del procedimento (considerando anche la sentenza del TAF), constaterà che Lauber ha effettivamente violato gravemente - in modo intenzionale o per negligenza grave - i suoi doveri d'ufficio, essa trasmetterà una proposta di destituzione all'Assemblea federale.

Il Parlamento dovrà poi decidere in merito. In caso contrario il procedimento sarà abbandonato. È tuttavia improbabile che le due Camere si esprimeranno già nel corso della Sessione estiva di giugno, poiché "è troppo presto", ha spiegato Caroni.

La questione di un'eventuale richiesta di dimissioni da parte di Lauber non è stata presa in considerazione dalla Commissione, ha precisato Caroni rispondendo ai giornalisti a Berna. Non è infatti loro compito convincere qualcuno a dimettersi, ha aggiunto.

Pressione politica

Diversi consiglieri nazionali e agli Stati ritengono che l'allontanamento di Lauber sia la migliore soluzione. A inizio maggio i gruppi parlamentari del PS e del centro (PPD/PEV/PBD) hanno chiesto al procuratore generale di dimettersi.

Lo scorso settembre, l'Assemblea aveva rieletto di misura Lauber a capo del MPC fino al 2023. I voti erano stati solo 129 voti sui 243 validi, poco al di sopra dei 122 necessari.

Le sue dimissioni erano già state richieste in precedenza in Parlamento e la commissione giuridica si era pronunciata contro la rielezione di Lauber.

La presa di posizione del MPC

In una breve presa di posizione inviata all'agenzia Keystone-ATS, la Procura federale ha indicato che l'avvio del procedimento nei confronti di Lauber non ha "alcuna ripercussione sulle attività operative" del MPC.

Lauber, dal canto suo, ha preso atto dell'apertura di tale procedimento, aggiungendo che continuerà ad assumere la responsabilità gestionale conferitagli dal Parlamento.

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