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Christa Markwalder (PLR/BE) non dovrà probabilmente render conto alla giustizia in merito alla "vicenda Kazakistan". La competente commissione del Nazionale (Cdl-N) ha infatti deciso oggi - con 7 voti a 2 - di non revocare l'immunità parlamentare alla deputata.

Per 4 voti a 4, grazie quindi al voto preponderante del vicepresidente Gerhard Pfister (PPD/ZG), la Cdl-N ha tuttavia chiesto all'ufficio del Nazionale di esaminale nuovamente quali possibilità ci siano di adottare misure disciplinari nei confronti della deputata bernese, rea di aver fornito informazioni della commissione della politica estera del Nazionale ad una lobbista.

È necessario dare un segnale al parlamento e alla popolazione per dimostrare che siamo capaci di gestire internamente e in modo misurato casi di questo tipo, ha spiegato ai giornalisti Pfister al termine della seduta.

Basandosi su criteri esclusivamente giuridici, la commissione è giunta alla conclusione che Markwalder ha "formalmente" violato il segreto d'ufficio, poiché anche dei documenti considerati di pubblico dominio sottostanno al segreto che interessa le deliberazioni della commissione, ha aggiunto Cesla Amarelle (PS/VD).

Lo scorso primo giugno la commissione di politica estera e l'ufficio del Nazionale avevano deciso di non sanzionare Markwalder. La violazione "formale" del segreto d'ufficio commesso dalla deputata PLR - che ha ammesso i fatti - era stato giudicato di lieve entità.

Il giorno prima il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), chiamato in causa da denunce penali, aveva chiesto al parlamento di togliere l'immunità parlamentare ai due consiglieri nazionali.

La vicenda

Markwalder è accusata da due privati di aver violato il segreto d'ufficio e di aver fornito informazioni politiche a uno Stato estero. Nel giugno del 2013 la deputata aveva depositato un'interpellanza nella quale poneva al Consiglio federale diverse domande sui rapporti tra Svizzera e Kazakistan.

Secondo quanto rivelato lo scorso 6 maggio dalla "NZZ", non sarebbe stata lei a redigere il testo dell'atto parlamentare, ma la lobbista Marie-Louise Baumann dell'agenzia di pubbliche relazioni Burson-Marsteller. Baumann agiva su incarico del partito kazako Ak Schol, che si dice di opposizione, ma in realtà è vicino al regime.

Walter Müller è invece stato denunciato dalla Gioventù socialista (GS) per corruzione passiva. Il sangallese aveva partecipato nel maggio 2014 ad un viaggio in Kazakistan organizzato dall'agenzia di pubbliche relazioni Burson-Marsteller, su incarico di un cliente kazako.

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SDA-ATS