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Caso Mills: Berlusconi prosciolto per intervenuta prescrizione

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 febbraio 2012 - 20:23
(Keystone-ATS)

Alla fine per l'ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, accusato di corruzione dell'avvocato inglese David Mills, ha vinto la prescrizione, con il malcontento di tutti. Non soddisfa la difesa, che potrebbe impugnare la sentenza per ottenere l'assoluzione; non piace affatto al pubblico ministero Fabio De Pasquale, che dopo aver chiesto 5 anni di reclusione, sta valutando l'ipotesi del ricorso in appello. E non è gradita, si suppone, nemmeno al Tribunale di Milano perché, quando un reato si estingue per prescrizione, in un certo senso, significa che lo Stato si è dovuto arrendere al passare del tempo.

Il processo si è concluso così, e non tanto a sorpresa, con una dichiarazione di non doversi procedere per intervenuta prescrizione e quindi con il proscioglimento di Silvio Berlusconi. Un dibattimento che si è trascinato per quasi cinque anni e che una decina di giorni fa, tra il 15 e il 18 febbraio, da quanto si è capito riguardo ai calcoli dei giudici - diversi da quelli di accusa, difesa e parte civile - è arrivato su un binario "morto" e che, dunque, probabilmente, non vedrà una seconda puntata.

Saranno le motivazioni, pronte tra 90 giorni, a chiarire non solo quando è intervenuta esattamente la prescrizione, ma anche se l'ex premier, che non è stato assolto, abbia commesso o meno il reato. Una presunta corruzione in atti giudiziari per la quale Mills è stato condannato in primo e secondo grado a quattro anni e mezzo di carcere e poi, ferme restando le sue responsabilità, prosciolto due anni fa, anche lui per prescrizione, dalla Cassazione.

Oggi è così calato il sipario, almeno per un po', sul processo Mills, ma non sui guai giudiziari di Berlusconi: a Milano gli restano ancora da affrontare i dibattimenti sui casi Mediaset, Ruby e Unipol.

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