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Il parlamento cantonale zurighese ha rifiutato stamane con 112 voti contro 52 di revocare l'immunità della consigliera di Stato Regine Aeppli: la socialista è stata accusata di abuso di autorità in relazione al licenziamento, due anni fa, del consigliere nazionale UDC Christoph Mörgeli da direttore del Museo di storia della medicina dell'Università di Zurigo. La richiesta di revoca era stata presentata dalla Procura pubblica.

A favore hanno votato solo gli esponenti dell'UDC e un deputato dell'Unione democratica federale (UDF). Gli altri gruppi parlamentari hanno respinto la richiesta. Nel dibattito è stato espresso il desiderio di mettere un punto finale alla vicenda ed evitare altri "danni alla reputazione" dell'università. Regine Aeppli, capo del Dipartimento cantonale dell'istruzione, non era presente in aula.

La consigliera di Stato socialista è stata accusata di aver chiesto nel settembre 2012 al rettore Andreas Fischer di licenziare Mörgeli da direttore dell'Istituto di storia della medicina dell'università, oltrepassando le sue competenze e rendendosi così colpevole di abuso di autorità. La Procura si è attivata all'inizio dello scorso luglio dopo aver letto il rapporto sulla vicenda della Commissione di vigilanza su educazione e su sanità (AGB) del Gran Consiglio, pubblicato in giugno. Lo stesso Fischer ha confermato la richiesta della Aeppli in una intervista alla "NZZ am Sonntag".

A fine agosto Mörgeli ha poi presentato a sua volta una denuncia penale contro Regine Aeppli, accusandola, oltre che di abuso di autorità, anche di usurpazione di funzioni, truffa e violazione della legge federale contro la concorrenza sleale. Per abuso di autorità il consigliere nazionale ha denunciato anche il rettore Fischer, si è appreso una settimana fa.

La vicenda era scoppiata nel settembre del 2012 con la pubblicazione da parte del "Tages-Anzeiger" di estratti di un rapporto interno molto critico nei confronti dell'operato di Mörgeli nella sua veste di direttore del museo. Il consigliere nazionale aveva subito reagito, dicendosi vittima di "mobbing", e l'università lo aveva dapprima sospeso, per poi licenziarlo nel marzo 2013. Da allora è stato un susseguirsi di polemiche e denunce penali, per lo più per violazione del segreto d'ufficio.

La consigliera di Stato Aeppli non deve più temere conseguenze penali dopo la decisione odierna del parlamento, anche se tra pochi mesi non sarà più membro del governo: la 62enne socialista ha deciso di non ripresentarsi alle elezioni cantonali del 12 aprile prossimo. L'immunità per presunti reati commessi durante l'esercizio delle proprie funzioni non si estingue infatti dopo il ritiro di un politico dall'incarico.

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SDA-ATS