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Dopo il secco "no" opposto alla creazione di una cassa malati unica, i quattro cantoni romandi che l'hanno accettata sperano di poter rilanciare il dibattito a favore dell'istituzione di casse pubbliche cantonali. Un primo appuntamento in quest'ottica sarà la riunione, a metà novembre, della Conferenza latina degli affari sanitari.

"L'idea è già lanciata" ha indicato stamani sulle onde della RTS il consigliere di Stato ginevrino Mauro Poggia. "Ma occorrerà avanzare uniti. Dovremo continuare la lotta nei quattro cantoni romandi che si sono pronunciati a favore con, eventualmente, anche Friburgo. Ma dobbiamo dapprima riconoscere la nostra disfatta".

Poggia auspica che i parlamenti dei cantoni in causa siano consultati prima che sia avviata una campagna di sensibilizzazione a Berna. "Per questo sarà necessario lasciar passare alcuni mesi e forse anche l'elezione delle Camere federali nel 2015". Secondo Poggia, i cantoni dovrebbero comunque essere consultati in merito: "è una questione di onestà democratica", sottolinea il "ministro" ginevrino della salute.

Il consigliere di Stato Pierre-Yves Maillard, dal canto suo, ritiene "pertinente" l'idea di istituire casse cantonali. "Quando preparavamo il lancio di quest'iniziativa in seno al Partito socialista ero del parere che occorresse considerare la possibilità d'introdurre una cassa pubblica non a livello nazionale ma cantonale (...) Penso che simili cambiamenti - rileva - saranno possibili soltanto se saranno rafforzate le libertà cantonali".

Il "ministro" vodese considera peraltro in modo pragmatico lo smacco subito ieri. Secondo lui non hanno svolto un ruolo le differenze culturali, né il rapporto intrattenuto con l'entità statale: "molti svizzero-tedeschi pagano quote inferiori alla media elvetica. Non vedevano dunque quale fosse l'interesse di cambiare a livello nazionale. È tutto lì".

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SDA-ATS