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Casse malattia hanno riserve per affrontare costi Covid-19

La direttrice di Santésuisse Verena Nold (foto d'archivio) KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 maggio 2020 - 15:55
(Keystone-ATS)

In Svizzera i costi sanitari nel primo trimestre per Santésuisse sono aumentati sensibilmente rispetto alla media pluriennale. Più prudente in proposito si mostra invece l'associazione di assicuratori concorrente Curafutura.

Entrambe tuttavia concordano sul fatto che le casse malattia abbiano a disposizione riserve sufficienti per assumersi i costi legati alla pandemia di coronavirus, che comunque non ha determinato da sola il trend osservato da Santésuisse.

In un'intervista rilasciata al "SonntagsBlick", la direttrice di Santésuisse Verena Nold ha dichiarato che da gennaio a marzo i costi della salute in Svizzera sono aumentati del 5%. Un valore sopra la media: negli ultimi venti anni l'incremento nello stesso periodo è stato tra il 3 e il 4%.

A pesare in modo particolarmente forte sui costi, secondo Nold, sono i trattamenti in terapia intensiva. Se un paziente affetto da coronavirus resta in terapia intensiva per due o tre settimane le spese possono arrivare a 120'000 franchi. Altri rilevanti fattori di costo sono stati le case di cura, la fisioterapia e le prestazioni ambulatoriali negli ospedali.

Ralph Kreuzer, portavoce di un'altra associazione di assicuratori, Curafutura, non ha invece voluto confermare a Keystone-ATS una progressione del 5% nel primo trimestre. Per una valutazione seria è ancora troppo presto, ha detto oggi. La ricezione delle fatture dei prestatori di servizi non è ancora completa.

Riserve sufficienti delle casse malattia

Tuttavia, le due associazioni concordano sul fatto che ci sia sufficiente denaro per affrontare la pandemia. Le casse malattia hanno a disposizione riserve per otto miliardi di franchi che possono essere utilizzate per finanziare i costi aggiuntivi causati dalla crisi legata al coronavirus, ha dichiarato Nold. Questa somma corrisponde ai premi raccolti in tre-quattro mesi.

Anche presso Curafutura si dice che vi siano riserve ben accumulate e a disposizione degli assicurati per il pagamento delle prestazioni.

Per gli assicuratori malattia i costi non sono la cosa prioritaria, ha sottolineato Nold. Essi vogliono contribuire al superamento della crisi e non gravare ulteriormente dal punto di vista finanziario gli assicurati a causa del coronavirus. Premi più elevati per l'anno prossimo dovranno essere evitati nel limite del possibile.

Secondo Curafutura, è ancora troppo presto per azzardare una previsione sullo sviluppo dei premi. "Finché non abbiamo un quadro complessivo affidabile degli attuali costi, è incauto fare dichiarazioni in proposito", ha detto Kreuzer.

Materiale di protezione e scorte obbligatorie per farmaci

Come lezione dalla crisi, secondo Nold in futuro occorre garantire che in Svizzera vi siano a disposizione i materiali di protezione necessari. Inoltre sono fondamentali le scorte obbligatorie di farmaci.

Secondo Curafutura, la crisi legata al coronavirus ha dimostrato che il sistema locale funziona. Gli assicuratori sanitari hanno reagito rapidamente e fornito un aiuto molto pragmatico alle persone colpite. La lezione numero due è che le riserve sono importanti e sensate.

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