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Il rendimento mediano delle casse pensione svizzere è stato "solo dello 0,7%" nel 2015, indica in una nota odierna l'Associazione svizzera delle istituzioni di previdenza (ASIP).

Si tratta di una percentuale più bassa del tasso d'interesse minimo LPP attualmente garantito agli assicurati (1,25%). Essa è inferiore anche al rendimento richiesto per poter assolvere gli impegni a lungo termine.

Il rendimento mediano del secondo semestre (+0,8%, con valori minimi e massimi rispettivamente del -2,4 e del +2,7%) ha compensato la performance negativa dei primi sei mesi dell'anno (-0,1%), scrive l'ASIP. Nonostante la fase difficile che le casse pensione dovranno senza dubbio affrontare, la capacità di performance - e dunque la sicurezza a lungo termine della previdenza professionale - "non è minacciata", aggiunge.

Negli anni 2012-2014 le casse avevano realizzato buoni rendimenti, tra il 6,1% e l'8,1%, si rammenta nel comunicato, e il rendimento mediano degli ultimi cinque anni è stato del 4,8%, mentre quello degli ultimi 10 anni è stato del 3%.

La richiesta sempre forte di beni immobiliari ha portato a rendimenti mediani rispettivamente del +5,1% e del +5,3% nelle categorie d'investimento "Immobili Svizzera indiretto" e "Immobili Svizzera diretto". Con un +9,4%, la categoria "Immobili estero" ha presentato risultati superiori alla media rispetto alle altre categorie negli ultimi sei mesi dell'anno.

Per contro le materie prime hanno di nuovo registrato rendimenti negativi nel 2015 (-23,7%). Nel corso degli ultimi cinque anni, hanno perso in tutto circa il 45% del loro valore.

Oltre alle performance realizzate nell'immobiliare, l'ASIP rileva che tutte le categorie di azioni hanno avuto un rendimento positivo negli ultimi sei mesi, ad eccezione degli investimenti sui mercati emergenti (-11,1%). In modo particolare si sono distinte nell'ultimo semestre le azioni nordamericane, con un rendimento del 4,9%, e quelle dell'area Asia/Pacifico (+3,8%). I titoli svizzeri rappresentavano nello stesso periodo circa il 10% degli investimenti, le azioni estere circa il 20%.

Al capitolo prospettive, l'ASIP annota che con tassi d'interesse bassi o addirittura negativi è molto difficile per le casse pensione ottenere i rendimenti necessari per mantenere le loro promesse di prestazioni a medio e lungo termine. Di fronte alle rendite obbligazionarie minime o addirittura negative esse valutano al momento se aumentare le quote immobiliari e azionarie o puntare maggiormente su investimenti alternativi.

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SDA-ATS