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L'ombudsman dell'Ue Emily O'Reilly ha precisato in un documento inviato a diversi eurodeputati catalani che i trattati comunitari "non prevedono alcun procedimento in caso di potenziale secessione" di una regione da uno stato membro.

O'Reilly contesta così le dichiarazioni fatte prima delle elezioni in Catalogna da alcuni portavoce della Commissione europea. Prima del voto del 27 settembre, vinto dal presidente secessionista Artur Mas, dei portavoce dell'esecutivo comunitario avevano affermato che se una regione esce da uno stato, viene automaticamente esclusa dall'Ue e deve chiedere l'adesione come un qualsiasi stato non membro. Una posizione analoga era stata espressa anche dal premier britannico David Cameron.

Le dichiarazioni dell'esecutivo Ue presieduto da Jean Claude Juncker, alleato nel Ppe del premier spagnolo Mariano Rajoy, duro avversario della secessione, e di Cameron erano state contestate dagli indipendentisti e ritenute un tentativo di pressione sugli elettori indecisi. Secondo gli indipendentisti infatti nulla è previsto nei trattati Ue in caso di secessione. Il quotidiano La Vanguardia definisce la presa di posizione dell'ombudsman come una "censura" all'esecutivo europeo.

O'Reilly, riferisce El Mundo, ha precisato che "qualsiasi dichiarazione di membri delle istituzioni europee circa le conseguenze di una eventuale dichiarazione di indipendenza della Catalogna riflettono la loro visione personale e non la posizione ufficiale dell'istituzione".

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SDA-ATS