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Giornali di Madrid e Barcellona si dividono oggi nella lettura dei risultati delle elezioni catalane di ieri, che gli indipendentisti hanno vinto ottenendo una maggioranza assoluta in seggi senza raggiungere il 50% dei voti.

A Madrid, "Gli indipendentisti vincono le elezioni e perdono il plebiscito" titola El Pais. "La maggioranza dei catalani dice no all'indipendenza", replica El Mundo. "La Catalogna non vuole andare via" ritiene anche ABC e La Razon afferma che "Mas non raggiunge i suoi obiettivi". La stampa madrilena si è schierata apertamente durante la campagna, come l'establishment politico spagnolo, contro l'indipendenza. A Barcellona il titolo a tutta prima pagina di La Vanguardia è "Il sì si impone", mentre un enorme "Ascolta, Europa!" occupa la copertina di El Punt Avui.

Sul conteggio dei voti pro e contro l'indipendenza è intervenuto il capolista della piattaforma Podemos-Verdi "Catalonya si que es Pot" Lluis Rabell, che ha chiesto che il suo 10%, con 11 seggi, non sia contabilizzato né con il "sì" né con il "no". Rabell ha ricordato che la sua lista è formata da indipendentisti e da non indipendentisti.

Le due liste secessioniste, "Junts Pel Sì" di Mas (62 seggi) e quella della Cup (10) hanno ottenuto insieme 72 seggi nel nuovo parlamento con il 47% dei voti. La formazione del nuovo governo catalano si annuncia potenzialmente travagliata in quanto la Cup, sinistra radicale, ha detto finora di non volere eleggere il centrista Mas presidente e di preferire un altro esponente più a sinistra della sua lista, come il capolista Raul Romera.

Ieri sera Mas ha detto che la vittoria dei secessionisti ha dato legittimità al progetto dell'indipendenza della Catalogna ed ha confermato che intende arrivare all'indipendenza in 18 mesi malgrado la finora durissima opposizione del governo di Madrid.

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SDA-ATS