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La Catena della Solidarietà ha aperto un apposito conto per donazioni a favore delle persone colpite dalle inondazioni nella penisola balcanica, provocate dalle piogge più intense degli ultimi 120 anni. I versamenti possono essere effettuati on line (www.catena-della-solidarieta.ch) o sul conto postale 10-15000-6 con l'indicazione "Inondazioni in Europa".

I paesi più devastati dalle forti precipitazioni sono Bosnia, Serbia e Croazia, con oltre un milione di persone colpite dalle inondazioni. Le ong svizzere ADRA, Caritas e Croce Rossa prestano soccorso con le loro reti locali di aiuto, precisa un comunicato odierno della Catena della Solidarietà.

Intanto sul terreno, nonostante stiano lentamente scendendo i livelli delle acque della Sava e della Bosna, resta critica la situazione nel nord della Bosnia, in particolare nell'area di Balatun, nei pressi di Bijeljina, dove si incontrano le acque della Sava e quelle del fiume Drina: per tutta la notte i soccorritori, compresa una squadra britannica, hanno continuato ad evacuare la popolazione.

Difficile è anche la situazione nell'area di Orasje dove il fiume Bosna affluisce nella Sava. Negli ultimi due giorni da questa zona sono state evacuate 5.000 persone. Stamane nell'area di Brcko gli elicotteri hanno cominciato a trasportare a Kopanice, presso Orasje, dove la Sava ieri ha rotto gli argini, dei cavalli di frisia di acciaio, che pesano 1,5 tonnellate, nei quali poi cercheranno di piazzare dei grossi sacchi in modo da fermare l'inondazione.

A Maglaj, come a Doboj, dove l'acqua si è ritirata, gli abitanti e i volontari accorsi da Sarajevo e da altre parti della Bosnia, stanno pulendo la città con grande impegno per paura delle epidemie. Il problema principale è rappresentato dagli animali morti - interi allevamenti sono andati distrutti, e dalle mine spostate dalle acque.

Come in altre zone disastrate arrivano numerosi convogli che portano aiuti, cibo, acqua potabile, farmaci – la scorsa notte i volontari sono riusciti a raggiungere anche alcune frazioni isolate da giorni - ma qui come altrove gli abitanti chiedono soprattutto pale, stivali di gomma, guanti. Le piogge incessanti e le inondazioni che hanno colpito metà del Paese, hanno inoltre causato finora almeno 2.000 frane e smottamenti in tutta la Bosnia, di cui quasi 1.500 nel Cantone di Tuzla. Lo ha dichiarato, riferiscono i media, il sindaco di Tuzla Jasmin Imamovic.

SDA-ATS