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Tony Burgener, direttore della Catena della Solidarietà (foto d'archivio).

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

La Catena della Solidarietà e le sue organizzazioni partner lanciano un allarme per i Paesi africani colpiti dalla più grave siccità degli ultimi 60 anni e dalla carestia. Milioni di persone rischiano di morire se non si interviene, avvertono.

"Le cifre di questa catastrofe silenziosa e trascurata dai donatori istituzionali sono eloquenti", scrive la Catena della Solidarietà in un comunicato odierno: nel Sud Sudan 4,9 milioni di persone hanno urgentemente bisogno di un aiuto umanitario; in Somalia sono 2,9 milioni e in Nigeria 5,1 milioni.

Le offerte possono essere fatte online sul sito www.catena-della-solidarieta.ch, attraverso l'applicazione "Swiss Solidarity" oppure sul conto 10-15000-6 con la menzione "Carestia".

In determinate zone, la siccità è fortemente aggravata dai conflitti armati, precisa la nota. Inoltre, in Sud Sudan l'accesso alle zone più colpite dalla carestia risulta difficile. Un'epidemia di colera ha invece ulteriormente aggravato la situazione in Somalia.

Le ONG partner della Catena della Solidarietà "sono operative, ma mancano i fondi" per proseguire le azioni e raggiungere altre comunità colpite, afferma ancora l'organizzazione che lancia un appello alle donazioni.

"L'Africa non deve essere dimenticata: ignorare la situazione avrebbe conseguenze inestimabili", afferma dal canto suo la coalizione internazionale dei donatori di fondi umanitari Emergency Appeals Alliance, di cui la Catena della Solidarietà fa parte. Essa ha lanciato un appello destinato a Germania, Austria, Italia, Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Canada, Giappone e Paesi Bassi.

SDA-ATS

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