Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

NEUCHÂTEL - In media quest'anno chi sottostà ad un contratto collettivo di lavoro (CCL) ha ottenuto un aumento salariale nominale dello 0,7%. Tuttavia considerando il rincaro previsto, i dipendenti rischiano di perdere lo 0,4% del potere di acquisto, indica oggi l'Ufficio federale di statistica (UST) in un comunicato.
L'UST per l'anno in corso prevede infatti un'inflazione dell'1,1%. Il ridotto adeguamento, dopo una progressione regolare dal 2004 (+1,1%) al 2009 (+2,6%), va attribuito al contesto globale dovuto alla crisi finanziaria del 2008 e al successivo rallentamento economico del 2009, si legge nella nota.
L'analisi dell'UST riguarda i CCL che con almeno 1500 assoggettati. Complessivamente, le trattative salariali hanno riguardato 935'100 persone.
Lo 0,3% dell'aumento è stato generale e lo 0,4% individuale. Anche per i salari minimi c'è stata una progressione dello 0,7%.
Per la prima volta dal 1999, nel 2010 oltre la metà dell'aumento non è distribuito in modo equo a tutti i dipendenti. I salari effettivi sono aumentati dello 0,4% nel secondario e dell'1% nel terziario.
Gli adeguamenti maggiori sono stati registrati nei rami poste e telecomunicazioni (+1,4%), trasporti terrestri (+1,3%), industria tessile (+1,2%), sanità e servizi sociali (+1,1%). L'industria del legno e quella alimentare hanno registrato invece un adeguamento dello 0,1%. L'evoluzione è stata nulla nei rami delle attività ricreative, culturali e sportive nonché della fabbricazione di apparecchi di precisione e per la medicina e della fabbricazione di orologi.

SDA-ATS