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Non si ferma l'ondata di violenza nella Repubblica Centrafricana, dilaniata da una lunga guerra civile a sfondo tribale e confessionale. Ieri almeno 30 persone, soprattutto civili, sono state uccise durante scontri tra le milizie cristiane anti-Balaka e gli ex ribelli Seleka, a maggioranza musulmana, nella regione di Dekoa, a nord della capitale Bangui.

Almeno una decina i feriti. Nei giorni scorsi il segretario generale dell'Onu Ban ki-Moon aveva denunciato che il Paese è sull'orlo del baratro.

Gli scontri, riferisce la polizia locale, si sono verificati martedì mattina quando le milizie anti-Balaka hanno attaccato le postazioni degli ex ribelli Seleka. Le vittime, soprattutto civili, sono state colpite da pallottole vaganti, mentre la maggioranza della popolazione dei villaggi è fuggita.

Gli ex Seleka, milizia a maggioranza musulmana al potere tra gennaio e marzo 2013, sono ripiegati nelle province del nord e dell'est del Paese a seguito dell'intervento dell'esercito francese, lo scorso dicembre. Gli anti-Balaka sono milizie che si sono costituite in risposta alle violenze perpetrate dai Seleka contro la popolazione centrafricana, per l'80% cristiana. Da allora compiono attacchi ripetuti con gli ex ribelli ed i civili musulmani, costringendoli a fuggire in massa dal Paese.

SDA-ATS