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L'attacco contro la Chiesa di Nostra Signora di Fatima, mercoledì scorso a Bangui, ha causato la morte di 17 persone mentre 27 civili sono stati rapiti dagli assalitori e condotti in una località sconosciuta.

Lo ha affermato oggi a Ginevra l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), confermando il decesso di un prete. Due adulti e due bambini sono morti ieri per le ferite riportate. Al momento dell'attacco - da parte di uomini armati giunti a bordo di pick-up - la Chiesa Nostra Signora di Fatima nella capitale della Repubblica Centrafricana ospitava 9000 sfollati.

"La Chiesa è ora completamente vuota", ha sottolineato la portavoce dell'Unhcr Fatoumata Lejeune-Kaba, osservando che "l'attacco è tra i peggiori contro un sito per sfollati a Bangui dall'estromissione dei Seleka dal potere nel gennaio 2014".

Chiese, monasteri e moschee hanno finora offerto un rifugio sicuro per gli sfollati in tutto il Paese, teatro di gravi violenze e attacchi da parte di gruppi anti-Balaka e Seleka. A Bangui, 32 siti per sfollati su 43 siti sono istituzioni religiose, ha detto la portavoce.

Le persone fuggite dalla Chiesa di Nostra Signora di Fatima si sono spostati altrove. "Molti sono fuggiti senza niente, né soldi, né cibo, né una stuoia per dormire. Altri avevano ferite da proiettile e devono essere seguiti con urgenza. Ad aggravare il disagio, il fatto che i siti per sfollati dove si trasferiscono sono sovraffolati", ha aggiunto la portavoce.

Secondo l'Onu, gl sfollati nella Repubblica Centrafricana sono 425mila, di cui 132mila a Bangui. Più di 120mila abitanti sono fuggiti nei Paesi vicini.

SDA-ATS