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Secondo Swisscom, il rifiuto del parlamento di modificare il limite massimo di emissioni di radiazioni non ionizzanti delle antenne della telefonia mobile mette a rischio l'introduzione della tecnologia 5G.

KEYSTONE/VALERIANO DI DOMENICO

(sda-ats)

Il rifiuto del parlamento di modificare il limite massimo di emissioni di radiazioni non ionizzanti delle antenne della telefonia mobile mette a rischio l'introduzione della tecnologia 5G.

"È un problema notevole", ha detto alla SonntagsZeitung il direttore generale di Swisscom Urs Schaeppi.

A causa del raddoppio annuale del volume dei dati, le prestazioni offerte dalla tecnologia attuale di quarta generazione (4G) stanno diventando insufficienti. Fra qualche anno, Swisscom dovrà dunque passare alla 5G, ma, secondo Schaeppi, "con le limitazioni in vigore al momento ciò sarà molto difficile, se non impossibile".

La rete 5G avrebbe inoltre bisogno di più antenne. Malgrado lo scetticismo di gran parte della popolazione nei loro confronti, "ogni anno ne mettiamo in funzione circa 300 nuove e adattiamo quelle esistenti. Proseguiremo questa espansione", ha spiegato il Ceo di Swisscom nell'intervista comparsa oggi sul domenicale svizzero tedesco.

In questo ambito, la Svizzera è in ritardo rispetto a quanto avviene all'estero, ha fatto notare Schaeppi. Le norme imposte dalla Confederazione in materia di antenne della telefonia mobile sono dieci volte più severe di quelle vigenti nell'Unione europea.

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SDA-ATS