Un rimborso di 50 franchi per famiglia e collettività. È quanto propone il Consiglio federale, in un'apposita legge inviata oggi in consultazione fino al 5 agosto, quale rimborso per l'Iva prelevata illegalmente sul canone radio-tivù dal 2010 al 2015.

L'accredito verrà effettuato su una fattura dell'organo di riscossione Serafe, indica una nota odierna dell'Ufficio federale delle comunicazioni. Tale rimborso non vale per le aziende.

La restituzione dell'Iva si basa su due decisioni di principio del Tribunale federale, stando alle quali sul canone di ricezione non può essere prelevata questa tassa e i proventi devono quindi essere restituiti per il periodo 2010-2015.

Conosciuto l'esito dei ricorsi, il parlamento ha poi trasmesso una mozione in tal senso al governo, che ora si è deciso per la restituzione di 50 franchi.

Col rimborso forfettario, il Consiglio federale si dice convinto di aver optato per una soluzione semplice ed efficiente, che minimizza i costi: le economie domestiche non devono attivarsi e non occorrono dispendiosi chiarimenti dei singoli casi.

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