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BERNA - Il Consiglio federale accoglie con favore il programma di stabilizzazione deciso dal Fondo monetario internazionale (FMI) e dei paesi UE per far fronte alla crisi dell'euro, perché teme l'eccessivo rafforzamento del franco. Quale membro dell'FMI la Svizzera parteciperà all'aiuto della Grecia. Ulteriori richieste finanziarie da parte dell'UE non sono invece previste: parola di Hans-Rudolf Merz.
Il governo segue la crisi con attenzione da settimane, in particolare per le sue ripercussioni sulla Svizzera, ha spiegato il consigliere federale Merz al termine della seduta odierna del governo. La stabilità è essenziale per la nostra piazza finanziaria, ha ricordato. L'esecutivo considera "relativamente esigui" i pericoli diretti in Grecia per le banche elvetiche, mentre "sensibilmente maggiori" vengono ritenuti i rischi indiretti di contagio o quelli legati al corso del franco.
Quale paese aderente all'FMI la Svizzera parteciperà al programma di stabilizzazione della Grecia, attraverso la quota (dell'1,57%) finanziata dalla Banca nazionale svizzera. Merz non ha voluto avanzare cifre al riguardo, limitandosi ad affermare che le casse federali non metteranno a disposizione altri mezzi. "Nel fondo FMI non affluirà denaro dei contribuenti", ha sostenuto. Il ministro delle finanze ha inoltre sottolineato che finora la Confederazione non ha mai subito perdite per crediti FMI.

SDA-ATS