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Dopo 12 anni di discussioni in seno all'amministrazione federale e in parlamento, dall'inizio del 2016 anche i consumatori che acquistano beni per telefono saranno protetti, con un diritto di revoca di 14 giorni.

La richiesta di una maggiore protezione dei consumatori, specie per quei giovani che fanno ricorso al credito al consumo indebitandosi talvolta fino al collo, è frutto di un'iniziativa parlamentare del 2006 inoltrata dall'allora "senatore" Pierre Bonhôte (PS/NE).

Revoca per acquisti telefonici, ma non su Internet

Dopo un lungo tira e molla tra i due rami del Parlamento, alla fine le Camere sono riuscite a mettersi d'accordo per proteggere maggiormente i consumatori dagli acquisti per telefono, estendendo inoltre l'attuale periodo di revoca da 7 a 14 giorni. Rimangono esclusi tuttavia gli acquisti mediante Internet.

Attualmente il Codice delle obbligazioni prevede un diritto di revoca di 7 giorni per le vendite a domicilio, per strada o durante manifestazioni pubblicitarie.

Il diritto di revoca non vale per gli acquisti inferiori a 100 franchi, i contratti di assicurazione o i casi in cui il consumatore ha esplicitamente richiesto la conclusione del contratto, precisa una nota odierna dell'Ufficio federale di giustizia (UFG). Il prolungamento del termine di revoca vale anche per i contratti di credito al consumo.

Chi vorrà prevalersi del diritto di revoca sarà tuttavia tenuto a pagare, oltre ad un canone pro rata per il comodato d'uso, anche un adeguato indennizzo per la perdita di valore dell'oggetto comperato e poi restituito. Il Consiglio nazionale ha ardentemente voluto questa clausola per evitare abusi: è il caso di chi, per esempio, restituisce una vettura acquistata in leasing dopo averla "spremuta" per bene.

Credito al consumo: multe salate per pubblicità aggressiva

Circa la pubblicità aggressiva, il Parlamento ha stabilito una multa fino a 100 mila franchi per chi non dovesse attenersi a tale limitazione.

Spetterà in ogni caso a questo settore definire che cosa s'intenda esattamente con l'espressione "pubblicità aggressiva". Il Consiglio federale potrebbe intervenire in un secondo tempo, qualora gli attori del ramo non riuscissero a mettersi d'accordo.

La revisione della legge federale sul credito al consumo (LCC) esclude soltanto i crediti da rimborsare entro tre mesi. Secondo il diritto vigente sono esclusi anche i crediti rimborsabili in non più di quattro pagamenti rateali entro 12 mesi.

Il creditore potrà inoltre chiedere un estratto del registro delle esecuzioni, un attestato di salario o altri documenti che ne indichino il reddito. Così facendo, si dovrebbe prevenire l'indebitamento eccessivo.

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SDA-ATS