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CF: agevolare l'accesso alla giustizia a privati e imprese

Previste modifiche al Codice di procedura civile (CPC) KEYSTONE/AP/REINHOLD HUEGERICH sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 febbraio 2020 - 12:26
(Keystone-ATS)

Modifiche mirate al Codice di procedura civile (CPC), in particolare per agevolare l'accesso ai tribunali alle persone dal reddito medio.

Il Consiglio federale ha trasmesso oggi al parlamento un messaggio in tal senso. Dopo le critiche del mondo economico, sarà trattata a parte la questione delle azioni legali collettive.

Nel complesso il CPC - entrato in vigore nel 2011 - ha dato buoni risultati, rileva il governo in una nota, aggiungendo che solo in singoli punti ritiene necessario intervenire.

Visto che l'ampia maggioranza dei partecipanti alla consultazione ha sostenuto le finalità e l'orientamento del progetto, l'esecutivo ne mantiene l'obiettivo principale, ossia dimezzare le anticipazioni delle spese processuali, che rappresentano un ostacolo concreto all'accesso alla giustizia soprattutto per il ceto medio.

Nel suo insieme, il progetto modifica anche il disciplinamento della liquidazione delle spese giudiziarie, che saranno sostanzialmente compensate con gli anticipi prestati dalla parte condannata. Inoltre, l'eventuale scoperto sarà riscosso o l'eventuale eccedenza sarà restituita. In questo modo, sostiene il governo, non saranno più le parti a sopportare il rischio legato all'incasso della parte vincente, ma lo Stato.

Con questi adeguamenti, il Consiglio federale afferma di tener conto delle critiche suscitate dal vigente diritto in materia di spese giudiziarie, senza interferire nella sovranità tariffale dei Cantoni.

Il Consiglio federale intende pure semplificare il coordinamento delle procedure e rafforzare la procedura di conciliazione. Quella del diritto di famiglia sarà inoltre sottoposta agli adeguamenti specifici e saranno codificate importanti conclusioni della giurisprudenza del Tribunale federale.

Ad essere fortemente contestate in consultazione sono state invece le proposte volte a rafforzare l'applicazione collettiva del diritto in caso di danni di massa o diffusi, in applicazione a una mozione della consigliera nazionale Prisca Birrer-Heimo (PS/LU). Ad opporsi è stato in particolare il mondo economico temendo pressioni sulle aziende e potenziali abusi. Per non pregiudicare il resto del progetto, il Consiglio federale ha quindi deciso di scorporare la questione e di trattarla separatamente.

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