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I costi di esercizio per un posto in un asilo nido svizzero sono simili a quelli di altri Paesi, ma le famiglie devono far fronte a spese da due a tre volte più elevate. Cantoni e Comuni devono aumentare l'impegno finanziario in questo settore.

Lo rileva un rapporto del Consiglio federale, in risposta a un postulato della consigliera nazionale Christine Bulliard-Marbach (PPD/FR).

Nei Cantoni di Zurigo e Vaud il costo si situa al livello di regioni in Austria, Francia e Germania. Se confrontate con quelle dei due Cantoni svizzeri, le strutture estere meno onerose si trovano nelle regioni rurali e nella Germania orientale, mentre le più costose sono quelle situate nelle zone urbane. In tutti i casi, la maggior parte dei costi totali di un posto di custodia è imputabile alle spese del personale, rileva il rapporto. Il fatto che nelle regioni esaminate in Svizzera i costi totali siano leggermente superiori alla media è dovuto ai salari più elevati e agli orari di apertura più lunghi delle strutture.

Rispetto alla Svizzera, negli altri Paesi oggetto del confronto l'ente pubblico partecipa in misura molto più importante ai costi degli asili nido. Nel nostro Paese, non solo la percentuale a carico dei genitori è molto più elevata, ma vi sono anche molti meno posti sussidiati. Nella maggior parte dei casi la tariffa massima fatturata ai genitori corrisponde praticamente ai costi totali effettivi, mentre nei Paesi limitrofi essa è nettamente inferiore, il che significa che anche le famiglie con un reddito elevato beneficiano dei sussidi.

Raccomandazioni del Governo

Il rapporto di ricerca ha constatato che in Svizzera non vi sono vere e proprie possibilità di risparmio. Le uniche soluzioni ipotizzabili sono la limitazione degli orari d'apertura e la diminuzione dei salari. Poiché, tuttavia, i salari del personale di custodia sono già inferiori alla media, se paragonati a quelli versati in altri settori professionali, una loro riduzione si ripercuoterebbe sulla qualità delle prestazioni e aggraverebbe ulteriormente la carenza di personale qualificato. D'altro canto, considerato che in Svizzera l'orario di lavoro è più lungo che altrove, accorciare gli orari d'apertura delle strutture andrebbe a scapito dell'offerta.

Il Consiglio federale è quindi giunto alla conclusione che misure in tal senso sarebbero controproducenti e in contrasto con uno dei suoi obiettivi, vale a dire migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro. Per questo motivo ritiene che la priorità rimanga quella di promuovere la creazione di condizioni quadro che facilitino ai genitori l'esercizio di un'attività lucrativa. In particolare bisogna impedire che un aumento del reddito familiare venga azzerato dall'incremento delle spese di custodia.

Lo scorso 20 maggio il Consiglio federale ha dunque deciso di avviare le misure necessarie e ha incaricato il Dipartimento federale dell'interno di elaborare entro settembre una base legale di durata limitata da porre in consultazione. I Cantoni, i Comuni ed eventualmente i datori di lavoro che aumenteranno il loro impegno finanziario per la custodia di bambini complementare alla famiglia potranno beneficiare a tempo determinato del sostegno della Confederazione.

L'obiettivo è di ridurre l'onere finanziario a carico dei genitori. La Confederazione intende inoltre partecipare al finanziamento di progetti mirati ad adeguare maggiormente l'offerta di posti di custodia ai bisogni dei genitori, soprattutto per i bambini in età scolastica.

Il rapporto del governo - "Costi totali e finanziamento dei posti di custodia negli asili nido: confronto internazionale" - si basa su una ricerca commissionata dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali fondata su singoli studi concernenti i Cantoni di Zurigo e Vaud, la Città di Salisburgo e il Tirolo, le città di Francoforte e Dresda nonché Lione e dintorni.

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SDA-ATS