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CF: Cassis presenta quattro priorità politica estera 2020-23

Il consigliere federale Ignazio Cassis e il portavoce del governo André Simonazzi oggi a Berna. sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 gennaio 2020 - 15:56
(Keystone-ATS)

Pace e sicurezza, prosperità, sostenibilità e digitalizzazione: sono le quattro priorità della politica estera svizzera da oggi al 2023, fissate dal Consiglio federale, che punta anche a un consolidamento delle relazioni con l'Unione europea (UE).

Gli obiettivi sono stati illustrati oggi a Berna alla stampa dal consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Presentando le decisioni del governo, il ticinese ha sottolineato che "in un momento storico in cui il mondo è caratterizzato da una volatilità sempre maggiore, un quadro di riferimento come questo è fondamentale per guidare l'azione della Svizzera all'estero".

La "Strategia di politica estera 2020-2023" - documento che si fonda sulla Costituzione e fa leva sulla costanza, la fiducia e la tradizione - pone nuovi accenti rispetto alla strategia precedente e offre nuovi strumenti adeguati a un contesto globale in cui i parametri sono caratterizzati da continuo cambiamento.

Processo trasversale

Per la prima volta "la presente strategia è il frutto di un processo interdipartimentale", ha rilevato il ministro degli esteri: serve al Consiglio federale e all'Amministrazione da "bussola comune per posizionare il nostro Paese nel mondo e al contempo garantisce la flessibilità necessaria per reagire rapidamente ai cambiamenti".

Nella Strategia di politica estera 2020–2023, ha aggiunto, sono "confluiti gli scambi diretti con la popolazione nel corso dell'estate 2019, il dialogo con organizzazioni della scienza, dell'economia e della società civile nonché le interazioni regolari con il Parlamento e i Cantoni".

La decisione di interpellare tutti i dipartimenti - rappresentanti di tutti e sette si sono incontrati più volte di persona per discutere e trovare un compromesso - è stata caldamente voluta dal consigliere federale ticinese. "Ciò ci consente di garantire una coerenza a livello di strategia politica", ha affermato, precisando che il DFAE non ha il monopolio per quanto riguarda la politica estera, che è di fatto competenza del governo.

"Solo se diventerà un progetto ampiamente condiviso conformemente all'approccio "whole-of-Switzerland", la politica estera svizzera potrà produrre i migliori risultati", ha detto il ministro degli esteri.

Quattro priorità

Quattro le priorità tematiche stabilite dal Consiglio federale: pace e sicurezza, prosperità, sostenibilità e digitalizzazione. A queste, ha precisato Cassis, si aggiungono obiettivi concreti per tutte le regioni del mondo - con un'attenzione particolare per l'Europa e l'UE - e priorità per la rete esterna e la comunicazione.

Per quanto concerne la pace e la sicurezza, Cassis ha ricordato che la Confederazione si impegna per un mondo sicuro e in pace, che permetta a tutti e tutte di vivere senza privazioni e paura, e garantisca il rispetto dei diritti umani e la prosperità economica. Ciò avviene mediante i tradizionali buoni uffici, l'impegno umanitario, la capacità di "costruire ponti", la mediazione, la promozione militare della pace e la diplomazia scientifica.

In questo ambito priorità assoluta è la candidatura della Svizzera a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell'ONU per il periodo 2023-2024, che le consentirà di rafforzare la sua azione a favore di un ordine internazionale pacifico.

Garantire a lungo termine la prosperità è un altro dei punti prioritari della strategia presentata dal consigliere federale: affinché ciò avvenga, la prosperità deve essere sostenibile, condivisa da tutti, e fondata su regole internazionali chiare e rispettate.

La Svizzera appoggia questa logica, contribuendo allo sviluppo di altri paesi attraverso una cooperazione internazionale mirata e una gestione sostenibile delle risorse naturali. Qui, ha sottolineato Cassis, particolarmente importante è il consolidamento e lo sviluppo della via bilaterale con l’UE.

La Svizzera si è impegnata - nel quadro dell'Agenda 2030 dell'ONU - ad attuare uno sviluppo sostenibile che tenga conto, in pari misura, di tre dimensioni: l'ambiente, l'economia e la società. Si è dotata a tal fine di strutture amministrative adeguate.

Oltre a portare avanti lo sviluppo della sua politica estera digitale, la Svizzera mira a conferire una dimensione digitale al suo ruolo di "costruttrice di ponti". Deve inoltre adoperarsi per garantire che anche nel cyberspazio venga rispettato il diritto internazionale pubblico e si pongano al centro gli esseri umani e i loro bisogni.

Cassis ha rilevato che a questo proposito priorità è data a rendere più nitido il profilo della Svizzera in materia di "governance globale" della digitalizzazione: in questo ambito Ginevra deve diventare un polo imprescindibile, dove sarà discussa la politica digitale e tecnologica mondiale.

In conclusione il capo del DFAE ha rilevato che le ragioni della storia di successo della Svizzera sono molteplici: accanto a fattori come uno Stato vicino ai cittadini, la stabilità politica e la posizione geografica, "anche la politica estera svolge un ruolo importante". L'equilibrio tra apertura e autonomia si è rivelato vincente e andrà mantenuto anche in futuro.

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