Navigation

CF: colmare lacune nella cooperazione giudiziaria internazionale

Il primo ministro libanese Saad Hariri, fotografato assieme ad altri leader politici, alla cerimonia per il 13esimo anniversario dell'assassinio del padre Rafik Hariri avvenuto a Beirut il 14 febbraio del 2018 KEYSTONE/EPA/WAEL HAMZEH sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 novembre 2019 - 10:42
(Keystone-ATS)

In futuro, la Svizzera potrà fornire assistenza giudiziaria a tutte le istituzioni penali internazionali create dalle Nazioni Unite o che soddisfano determinati criteri. Il Governo ha adottato oggi un messaggio concernente la modifica della legge federale in materia.

Per consentire a Berna di cooperare con i tribunali penali internazionali per l'ex Jugoslavia e il Ruanda nonché con la Corte penale internazionale permanente, nel 1995 e nel 2001 sono state emanate due leggi separate. In virtù della legge del 1995, il Consiglio federale può estendere tramite ordinanza la cooperazione ad altri tribunali, ma non tutte le istituzioni penali adempiono i criteri previsti, si legge in una nota governativa odierna.

Così, nel 2016, la Confederazione ha dovuto rifiutare una richiesta di assistenza giudiziaria del tribunale speciale istituito dall'ONU per far luce sull'assassinio dell'ex presidente libanese Rafik Hariri, perché mancavano le basi legali. Ciò potrebbe ripetersi nel caso di altre istituzioni penali da allora istituite, come ad esempio il cosiddetto "Meccanismo per la Siria" con sede a Ginevra. Inoltre, tale legge ha una durata limitata a fine 2023.

Il Consiglio federale intende pertanto colmare questa lacuna, modificando la legge sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP). Tale revisione consente la collaborazione con istituzioni penali a livello mondiale se il procedimento concerne violazioni gravi del diritto internazionale pubblico. È inoltre possibile cooperare con organismi penali che perseguono altri reati, se sono stati creati con una risoluzione delle Nazioni Unite vincolante per la Svizzera o da essa sostenuta.

Il Governo potrà pure estendere tramite ordinanza la cooperazione ad altre istituzioni penali a determinate condizioni: l'organismo deve fondarsi su una base legale che determini chiaramente le sue competenze in materia penale e di procedura penale, la sua procedura deve rispettare i principi dello Stato di diritto e la collaborazione deve servire a tutelare gli interessi della Svizzera, precisa ancora il comunicato.

Il Consiglio federale propone infine l'abrogazione anticipata della legge del 1995 (Legge federale concernente la cooperazione con i tribunali internazionali incaricati del perseguimento penale delle violazioni gravi del diritto internazionale umanitario), poiché il suo campo di applicazione è interamente disciplinato dalla modifica. La legge del 2001 sulla cooperazione con la Corte penale internazionale rimane invece in vigore in quanto prevede una forma di collaborazione obbligatoria.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.