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Le conseguenze finanziarie di un incidente nucleare come quelli di Černobyl o Fukushima supererebbero di gran lunga l'importo dell'attuale copertura assicurativa per danni nucleari in Svizzera e oltrepasserebbero anche i limiti dell'assicurabile. È quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dal Consiglio federale sulla responsabilità civile dello Stato in caso di incidente a un reattore.

Si stima, in base a studi nazionali e internazionali, che una catastrofe nucleare genererebbe costi con un margine di oscillazione amplissimo, che va da 88 a 8000 miliardi di franchi, rileva il governo in una nota.

A causa della scarsità di dati empirici disponibili non è tuttavia possibile formulare previsioni attendibili sull'entità delle conseguenze e sulla probabilità di accadimento, aggiunge l'esecutivo, che ricorda come attualmente in Svizzera la copertura assicurativa per danni nucleari sia di 1 miliardo di franchi e in futuro, con la revisione della legislazione in materia, sarà di 1,2 miliardi di euro. Se i danni superano questa garanzia finanziaria, il proprietario dell'installazione è chiamato a rispondere con la totalità della sua fortuna.

In caso di incidente grave, come ad esempio la fusione del reattore con fuga radioattiva importante, la copertura obbligatoria e i fondi del proprietario non basteranno, sottolinea il Consiglio federale. La legge prevede allora che si decida caso per caso in quale misura la Confederazione debba versare indennizzi e contributi supplementari per i danni non coperti.

Nel confronto internazionale, gli standard svizzeri concernenti la responsabilità civile in materia nucleare sono molto elevati, prosegue il rapporto. Solo pochi Paesi prevedono, sul piano legislativo, soluzioni che in alcuni punti vanno oltre quanto contemplato dal sistema elvetico, ma spesso non sono compatibili con la Costituzione svizzera.

Per migliorare il quadro sarebbe ipotizzabile un aumento della somma di copertura, come era stato proposto dal Consiglio federale nel 2005. Dai risultati della consultazione di allora era tuttavia emerso che una copertura assicurativa superiore a 1,2 miliardi di euro (importo minimo ai sensi delle Convenzioni internazionali di Parigi e di Bruxelles) non aveva alcuna possibilità di essere approvata.

Il Consiglio federale aveva quindi proposto al parlamento l'importo minimo stabilito dalle Convenzioni internazionali e le Camere federali avevano approvato tale copertura assicurativa. Nella sua nota, il governo rileva infine che non si può dire se, in seguito agli avvenimenti di Fukushima, la percezione del rischio da parte del parlamento e dell'opinione pubblica sia cambiata e se oggi sarebbe possibile trovare il consenso su un aumento della somma di copertura a 2,25 miliardi di franchi o più.

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SDA-ATS