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Lo scaricamento da internet di opere protette da copyright, purché sia a fini privati, continuerà a essere ammesso in Svizzera anche in futuro. Saranno invece i provider a dover limitare l'accesso ai siti illegali. È quanto afferma oggi il Consiglio federale precisando di aver incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare un avamprogetto entro la fine del 2015.

Lo scopo delle modifiche, spiega in governo, è "modernizzare il diritto d'autore e adeguare alla realtà di internet i diritti e i doveri di chi opera in ambito culturale, dei consumatori e dei provider". Le misure presentate oggi sono ispirate dal gruppo di lavoro per l'ottimizzazione della gestione dei diritti d'autore e dei diritti di protezione affini (AGUR12), istituito dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga nell'agosto 2012.

Presentando il suo rapporto in dicembre, il gruppo AGUR12 aveva affermato che a preoccupare artisti e produttori sono soprattutto le aziende che gestiscono siti pirata e che compromettono così il successo delle proposte legali.

Conformemente agli auspici di AGUR12, il governo intende quindi esaminare la responsabilità civile dei provider. Questi, in cambio della liberazione della responsabilità, potrebbero essere obbligati da una autorità a bloccare l'accesso a siti internet che contengono materiale manifestamente illegale. Essi dovranno inoltre vegliare a non ospitare sulle loro piattaforme contenuti che violano il copyright.

Gli utenti della rete non dovrebbero invece rischiare niente se si limitano a scaricare files protetti dal diritto d'autore, anche se il download avviene da siti illegali. Continuerà invece ad essere punito chi mette a disposizione opere protette, per esempio tramite il peer-to-peer. Le modalità di sanzione dovrebbero però cambiare.

Secondo la legge vigente, chi viola i diritti d'autore rischia la perquisizione domiciliare e il sequestro del computer. Con la nuova regolamentazione, nei casi gravi, il consumatore, prima di venir sanzionato, dovrebbe ricevere un avvertimento.

Se la violazione grave dovesse continuare, l'identità del consumatore andrebbe allora comunicata al titolare del diritto d'autore, affinché possa far valere le sue pretese in sede civile. Questa proposta, formulata dal gruppo AGUR12, è condivisa dal governo. L'esecutivo vole però chiarire su cosa s'intende per violazioni "gravi", in quale forma rivolgere gli avvertimenti e come impostare la procedura per comunicare l'identità.

SDA-ATS