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CF: coronavirus, restrizioni entrata in Svizzera allentate da 11/5

Nelle prossime settimane verranno riaperti alcuni valichi di confine, anche in Ticino (foto d'archivio) KEYSTONE/TI-PRESS/ALESSANDRO CRINARI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 aprile 2020 - 17:50
(Keystone-ATS)

A partire dal prossimo 11 maggio verranno allentate progressivamente le restrizioni d'entrata nella Confederazione. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, aggiungendo che i controlli alle frontiere rimarranno ancora in vigore.

Verranno tuttavia aperti ulteriori valichi di frontiera, ad esempio in Ticino già da lunedì prossimo, per ridurre i tempi d'attesa.

Inizialmente saranno trattate le domande di permesso di dimora o di permesso per frontalieri ancora pendenti, presentate prima dello scorso 25 marzo, di lavoratori provenienti dall'area UE/Associazione europea di libero scambio (AELS) e da Stati terzi, nonché le domande di assunzione di cittadini di Stati terzi presentate prima del 19 marzo 2020.

Inoltre, sempre dall'11 maggio, sarà nuovamente possibile per i cittadini svizzeri e dell'UE il ricongiungimento familiare nella Confederazione. "Abbiamo molte richieste da parte di coppie non sposate e partner non registrati. In questi casi non sarebbe possibile un ricongiungimento in Svizzera, ma ovviamente ci sono casi di rigore, ad esempio se ci sono figli o problemi di salute. La norma, tuttavia, è molto restrittiva se non si è sposati o partner registrati", ha indicato oggi in conferenza stampa il direttore della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) Mario Gattiker.

"Per il Consiglio federale la massima priorità è quella di tutelare la popolazione svizzera dalla diffusione del coronavirus", ha spiegato dal canto suo Karin Keller-Sutter, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), ricordando il senso delle severe restrizioni d'entrata in vigore dal 25 marzo.

"Un allentamento graduale delle restrizioni d'entrata consente di valutare l'effetto delle singole decisioni e di stabilire come procedere nelle fasi successive alla luce degli sviluppi epidemiologici e del mercato del lavoro", ha aggiunto la consigliera federale.

Inoltre, "le nuove notifiche per prestazioni di servizi transfrontaliere saranno trattate secondo le consuete prescrizioni dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone". Ciò, viene precisato, solo se la fornitura del servizio si basa su un contratto scritto stipulato prima dello scorso 25 marzo. Ad esempio, ha precisato Keller-Sutter, un installatore italiano potrà montare in un'azienda elvetica un macchinario che era già stato ordinato.

Sarà inoltre consentita l'entrata in Svizzera ai lavoratori provenienti da Stati terzi - già titolari di un permesso per esercitare un'attività lucrativa nella Confederazione - che non hanno potuto ottenere il visto a causa delle restrizioni.

Per il momento restano in vigore tutte le altre limitazioni in materia di migrazione, con la possibilità di modifiche dal prossimo 8 giugno, che verranno ancora discusse con i Cantoni e le altre parti interessate, ha spiegato la consigliera federale.

Vacanze all'estero a rischio

"A causa delle limitazioni imposte da diversi Paesi non sappiamo ancora se sarà possibile fare vacanze all'estero questa estate", ha detto Keller-Sutter, sollecitando la popolazione elvetica a trascorrere le vacanze all'interno della Confederazione anche per sostenere il settore turistico gravemente colpito dalla situazione.

La consigliera federale ha chiarito che i cittadini svizzeri possono entrare e uscire dalla Confederazione in qualsiasi momento. "Ma la questione cruciale è se sia permesso loro di entrare nell'altro paese", ad esempio quelli confinanti. Se un Paese continua ad allentare le misure, mentre uno Stato limitrofo non lo fa, è ovvio che da un lato non si voglia favorire il traffico transfrontaliero, ha spiegato Keller-Sutter.

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