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CF: dogane ticinesi, impossibile presenza fissa guardie di confine

La consigliera nazionale Roberta Pantani (Lega/TI) ha di nuovo sollecitato il Consiglio federale sul tema dei valichi ticinesi. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 31 ottobre 2019 - 12:25
(Keystone-ATS)

Una presenza costante delle guardie di confine presso tutti i valichi non è possibile. È la posizione espressa dal Consiglio federale in una risposta pubblicata oggi a un'interpellanza della consigliera nazionale Roberta Pantani (Lega/TI).

La deputata incalzava il governo sulla situazione in Ticino. Secondo il testo depositato dalla Pantani, che non sarà presente nella prossima legislatura a Berna a causa della sua recente mancata rielezione, l'assenza delle guardie di confine non ha fatto altro che incrementare il fenomeno del pendolarismo del crimin

Il copione è sempre lo stesso, scrive la deputata: il malvivente raggiunge il Ticino, commette un reato e se ne va indisturbato. Il poco invidiabile primato spetta a San Pietro di Stabio e Ligornetto, prosegue la Pantani, che nella sua interpellanza chiede all'esecutivo se sia ipotizzabile la presenza di nuovo delle guardie di confine a tutti i valichi tra Svizzera e Italia, per evitare di lasciarli incustoditi.

Nella sua replica, il governo si dice consapevole della preoccupazione della popolazione ticinese per via di furti, rapine e atti di violenza. La situazione è sotto costante sorveglianza, assicura il Consiglio federale, che evoca alcune misure già prese, come la creazione lo scorso marzo di pattuglie miste con le autorità italiane.

Tuttavia, una presenza costante di doganieri è impensabile dal punto di vista del personale. Stando al governo inoltre, si tratterebbe di una misura né mirata né proporzionale, senza dimenticare che sono i Cantoni i primi responsabili per la sicurezza territoriale.

Infine, il Consiglio federale sottolinea che nel caso dei saccheggi dei bancomat i criminali hanno passato il confine a piedi e si dice convinto che i controlli mobili siano più efficaci rispetto a provvedimenti statici, per via del loro effetto sorpresa.

La sorveglianza delle frontiere è uno dei cavalli di battaglia della Pantani. Lo scorso settembre, sia il Consiglio Nazionale che quello degli Stati hanno deciso di non archiviare una mozione della municipale di Chiasso, legata alla chiusura notturna dei valichi secondari nel Mendrisiotto.

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