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Uno scandalo simile a quello delle granate svizzere rinvenute nell'estate del 2012 in Siria non dovrebbe ripetersi. Le ispezioni condotte dal 2013 in Brasile, India, Kazakistan, Qatar, Libano e Ucraina non hanno evidenziato nessun caso di riesportazione di armi verso regioni in conflitto, indica il Consiglio federale in una nota odierna.

I controlli hanno mostrato che tutti questi Paesi hanno rispettato l'impegno preso con la Confederazione, rileva il governo, ricordando che la Svizzera è uno dei pochi Stati che controlla in loco le esportazioni di materiale bellico.

L'export verso la Siria - attraverso gli Emirati Arabi Uniti - di granate prodotte in Svizzera aveva sollevato molte critiche nel 2012. In un primo tempo Berna aveva deciso di bloccare la consegna di armi ad Abu Dhabi. La misura era stata levata quando gli Emirati avevano deciso, in accordo con la Confederazione, di istituire una commissione d'inchiesta comune.

Quest'ultima aveva stabilito che granate svizzere consegnate ad Abu Dhabi nel 2003-2004 erano effettivamente arrivate in Siria, tramite la Giordania, alla quale gli Emirati le avevano proposte quale sostegno alla lotta contro il terrorismo.

Nell'ottobre 2012 il Consiglio federale ha rivisto le disposizioni concernenti la dichiarazione di non riesportazione contenute nell'ordinanza sul materiale bellico. Per autorizzare l'esportazione di prodotti finiti, componenti o assemblaggi è stata introdotta una dichiarazione di non riesportazione da parte del governo del Paese destinatario.

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SDA-ATS