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Il Consiglio federale ha istituto un gruppo di lavoro per far luce sul presunto accordo segreto fra la Svizzera e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP). Lo ha indicato alla stampa il portavoce del governo André Simonazzi.

L'intesa sarebbe stata decisa nel settembre del 1970, durante il sequestro di un aereo Swissair e altri due velivoli nel deserto Giordano.

Rispondendo a una domanda, Simonazzi ha precisato che il governo ha preso atto dell'esistenza di queste speculazioni. Per vederci chiaro ha quindi incaricato i dipartimenti di giustizia e polizia (DFGP), della difesa (DDPS) e degli affari esteri (DFAE) di istituire un gruppo di lavoro.

L'esistenza dell'accordo segreto è stata ipotizzata da Marcel Gyr, un giornalista della NZZ, che in un libro appena pubblicato - "Schweizer Terrorjahre" - ricostruisce il periodo fra il febbraio 1969 e il settembre 1970, quando la Svizzera si trovò nel mirino del terrorismo palestinese.

L'accordo segreto sarebbe stato raggiunto dall'allora consigliere federale Pierre Graber (PS) - senza chiedere il parere dei colleghi di governo - in un incontro con il responsabile degli affari esteri dell'OLP, Farouk Kaddoumi, organizzato a Ginevra dall'ex consigliere nazionale Jean Ziegler (PS).

Quella decisione portò alla liberazione di tre terroristi palestinesi che il 18 febbraio 1969 attaccarono un aereo della compagnia israeliana El-Al che stava decollando da Zurigo-Kloten. Nell'attacco morirono il pilota e un terrorista palestinese, ucciso da un agente della pubblica sicurezza israeliana che si trovava a bordo.

Gli altri tre attentatori furono arrestati e condannati a dodici anni di reclusione. Nel settembre 1970 la loro liberazione fu patteggiata con quella di 400 persone prese in ostaggio dal "Fronte popolare di liberazione della Palestina" (FPLP).

Il rilascio dei tre attentatori avvenne quando gli ostaggi che si trovavano sugli aerei della Swissair, della compagnia britannica BOAC e dell'americana TWA erano già stati liberati. I tre velivoli furono dirottati fra il 6 e il 9 settembre 1970 e fatti atterrare a Zerqa, nel deserto della Giordania, dove dopo tre settimane furono fatti saltare in aria davanti alle telecamere delle tv.

L'accordo segreto ebbe tuttavia conseguenze anche sull'inchiesta per quello che l'autore definisce "il più grave atto criminale della storia recente della Svizzera": il 21 febbraio 1970, una bomba fece schiantare a terra un velivolo della Swissair a Würenlingen (AG), provocando la morte di tutte le 47 persone che si trovavano a bordo.

La deflagrazione fu provocata da una bomba esplosa nel bagagliaio grazie a un meccanismo collegato ad un altimetro. L'inchiesta stabilì che il pacco con la carica esplosiva fu spedito da Monaco, per un destinatario di Gerusalemme. I mittenti erano i cittadini giordani Sufian Radi Kaddoumi e Badawi Mousa Jahwer, che non sono però mai finiti davanti a un tribunale.

Non si è mai potuto chiarire se il terrorista Sufian Kaddoumi fosse imparentato con il rappresentante dell'OLP, Farouk Kaddoumi, incontrato a Ginevra da Pierre Graber.

Anche quell'attentato fu tuttavia rivendicato dal gruppo terroristico palestinese FPLP. Il pacco bomba in realtà era destinato a un aereo della compagnia israeliana El-Al, ma fu smistato sul Coronado della Swissair perché l'aereo israeliano era in ritardo.

Il giornalista si chiede come mai l'inchiesta su quei fatti fu archiviata senza che nessuno sia mai stato chiamato in giudizio. Marcel Gyr ritiene di aver raccolto molti indizi secondo cui l'archiviazione era legata all'accordo segreto. A distanza di 46 anni i documenti conservati nell'archivio federale sono ancora coperti da segreto, ma finiranno di esserlo dopo 50 anni. Possibile quindi che fra qualche anno si ne saprà di più.

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SDA-ATS