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L'area di registrazione dell' Ufficio regionale di collocamento di Ginevra.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

L'obbligo di annunciare i posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento (URC) entrerà in vigore quando la disoccupazione del settore economico interessato supererà il 5%.

Lo ha stabilito il Consiglio federale discutendo le ordinanze d'attuazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" e della relativa legge d'applicazione.

Quest'ultima è stata adottata dal Parlamento lo scorso 16 dicembre e, contrariamente agli auspici degli iniziativisti, non prevede né soglie di immigrazione, né tetti massimi né contingenti. Le Camere federali hanno infatti preferito limitare l'immigrazione dai Paesi europei, incitando i datori di lavoro a reclutare disoccupati piuttosto che ricorrere a manodopera estera.

Concretamente, in caso di disoccupazione superiore alla media in gruppi professionali, settori di attività o regioni economiche, i datori di lavoro dovranno annunciare gli impieghi vacanti agli URC. Il Parlamento ha lasciato al governo il compito di fissare la soglia. E oggi l'esecutivo ha stabilito che l'obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti sarà introdotto su scala nazionale per le professioni che registrano, a livello svizzero, un tasso di disoccupazione pari o superiore al 5%.

"Si tratta di un obbligo mirato che non complica inutilmente il reclutamento di nuova manodopera", sostiene l'esecutivo. Il governo stima che attualmente sottostanno a un obbligo di annuncio circa tre posti vacanti su dieci.

Gli impieghi di breve durata - 14 giorni o un mese a seconda della variante che verrà scelta - non saranno invece sottoposti all'obbligo di annuncio. Esentati dalla pubblicazione anche i posti vacanti in un'impresa attribuiti internamente (come assunzione di apprendisti o promozioni interne) e le assunzioni di famigliari. Il controllo del rispetto di tale obbligo sarà di competenza cantonale.

L'accesso alle informazioni riguardanti i posti annunciati sarà limitato per cinque giorni ai soli registrati presso il servizio pubblico di collocamento. Si tratta di circa 187'000 persone in cerca d'impiego.

Il governo ha anche approfittato dell'occasione per perfezionare la cooperazione tra i servizi sociali cantonali e URC. In futuro le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati riconosciuti idonei per il mercato del lavoro vanno annunciati presso gli Uffici di collocamento "al fine di integrarli in modo veloce e durevole nel mercato del lavoro svizzero".

Dovranno comunque essere verificate le loro competenze - ad esempio linguistiche - e valutate le prospettive professionali individuali. Il disciplinamento di tale procedura spetterà ai Cantoni che dovranno annualmente presentare un rendiconto alla Confederazione.

Le ordinanze presentate oggi saranno poste in consultazione nelle prossime settimane. L'adozione dei testi definitivi da parte del Consiglio federale è prevista per inizio 2018.

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SDA-ATS