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L'Amministrazione federale incoraggia il proseguimento del rapporto di lavoro oltre l'età ordinaria di pensionamento. È quanto emerge da un rapporto del Consiglio federale pubblicato oggi in risposta al postulato di Markus Lehmann (PPD/BS).

A causa dell'invecchiamento della popolazione e della carenza di personale qualificato, fino al 31 dicembre 2014 la Confederazione impiegava 74 persone (34 donne e 40 uomini) di età superiore ai 64 rispettivamente ai 65 anni.

L'Amministrazione dispone già delle basi legali che disciplinano il passaggio flessibile al pensionamento, fino a 70 anni al massimo, indica una nota odierna dell'Ufficio federale del personale (UFPER). Tuttavia da un'inchiesta realizzata nel 2014 presso i collaboratori, circa due terzi degli intervistati hanno risposto che desiderano terminare l'attività professionale prima dell'età ordinaria di pensionamento. Soltanto un quindo vorrebbe lavorare oltre i 64 rispettivamente i 65 anni. A partire dai salari superiori ai 147'000 franchi annui, il desiderio di poter lavorare al di là dell'età di pensionamento aumenta leggermente.

In veste di datore di lavoro, la Confederazione attribuisce una grande importanza al potenziale dei collaboratori più anziani. Secondo l'UFPER, sensibilizzando e formando in modo mirato i dirigenti e il personale si possono sfruttare al massimo queste possibilità. Gli impiegati federali possono già sin d'ora trovare informazioni in merito su Intranet.

L'uscita dal mondo del lavoro della generazione del baby boom, che diminuisce il numero di lavoratori sul mercato e accentua la carenza di personale qualificato, preoccupa le autorità federali. Per questo nei prossimi mesi verrà sottoposta al Consiglio federale la cosiddetta Strategia per il personale 2016-2019, che contiene anche considerazioni su come sfruttare meglio il potenziale dei collaboratori più anziani.

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SDA-ATS