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Per fronteggiare l'accresciuta minaccia terroristica, l'amministrazione federale intende dotarsi di 86 posti di lavoro supplementari, per buona parte limitati a tre anni. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale.

Degli 86 effettivi, 23 riguardano il Servizio della attività informative della Confederazione (SIC), in linea con quanto previsto dalla nuova legge in materia contro la quale è stato lanciato il referendum (si voterà il 29 di febbraio). Ventiquattro posti sono previsti all'Ufficio federale di polizia (Fedpol), 28 al Corpo delle guardie di confine, tre al Dipartimento federale degli affari esteri e otto alla Segreteria di stato della migrazione.

Per quanto riguarda le guardie di confine, il cui rafforzamento è stato deciso da tempo, i posti saranno a tempo indeterminato: ciò corrisponde all'aumento di personale inizialmente previsto per il 2017, precisa una nota del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Il finanziamento verrà chiesto nel quadro dell'aggiunta al Preventivo 2016.

Secondo la valutazione del SIC, la situazione di minaccia in Svizzera per quanto riguarda il terrorismo si è inasprita già a inizio novembre 2015. Tale valutazione è avvenuta sulla base di informazioni di intelligence che dimostravano che negli ultimi mesi lo "Stato islamico" aveva inviato persone in Europa con il compito di pianificare o perpetrare attacchi. I fatti di Parigi del 13 novembre 2015 hanno confermato tale valutazione.

Le attuali informazioni in merito agli attentatori e ai loro ambienti non hanno finora evidenziato un collegamento diretto con la Svizzera. Sebbene nel novembre scorso la Confederazione sia stata menzionata in un video di propaganda dello "Stato islamico" quale membro della coalizione impegnato nella lotta contro quest'ultimo, il nostro Paese non rappresenta un obiettivo principale.

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SDA-ATS