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I pubblici ministeri e i giudici saranno tenuti a segnalare all'esercito i nomi dei militari nei cui confronti sussiste il timore fondato che, a causa di un procedimento penale in corso, possano far uso dell'arma da fuoco. Per lottare contro l'impiego abusivo d'armi e su richiesta dal parlamento, il Consiglio federale propone di adottare provvedimenti.

Secondo il Governo, per attuare l'obbligo di comunicazione, occorre modificare il Codice di procedura penale. Il Consiglio federale auspica anche che le autorità militari e civili, attraverso il sistema d'informazione in materia di armi della Confederazione (ARMADA), siano informate attivamente sul rifiuto o la revoca di autorizzazioni, anziché limitarsi a concedere loro un accesso "online". Spetterebbe poi all'autorità competente eseguire gli ulteriori accertamenti e, se del caso, adottare misure appropriate.

Nel rapporto allestito in adempimento al postulato "Combattere l'utilizzo abusi di armi", il governo non ritiene opportuno introdurre un "divieto di possedere un'arma" più esteso. Infatti - ricorda il Consiglio federale - le basi legali esistenti consentono agli uffici cantonali delle armi di decidere, in virtù di una sentenza penale o in caso di pericolo, il sequestro delle armi in possesso di una persona o il rifiuto di nuove richieste.

A seguito di diversi omicidi commessi con armi da fuoco, lo scorso gennaio il parlamento ha incaricato il Consiglio federale di vagliare alcune questioni e possibili soluzioni. Innanzitutto occorreva esaminare le opzioni per migliorare lo scambio d'informazioni tra le autorità inquirenti e l'esercito.

Quest'ultimo - si legge in una nota del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) - già oggi controlla se sussistono motivi che impediscano di cedere un'arma personale a persone soggette all'obbligo di leva o a militari. In caso affermativo, alla persona in questione non è consegnata nessuna arma o, se ne è già in possesso, l'arma le viene ritirata.

Secondo il Consiglio federale, la revisione del Codice di procedura penale che consentirà la segnalazione attiva, da parte della giustizia, di militari potenzialmente violenti, agevolerebbe il processo decisionale dell'esercito.

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SDA-ATS