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Nessun cambiamento legislativo in vista per i social network.

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Non occorrono nuove misure di regolamentazione per i media sociali. A questa conclusione è giunto il Consiglio federale dopo aver preso atto di un rapporto che presenta gli sviluppi intercorsi negli ultimi anni nell'ambito dei social network.

Pur ammettendo la crescente influenza, o addirittura manipolazione, del discorso politico tramite "fake news" (affermazione del falso), il governo non ritiene necessario creare norme supplementari in questo settore. L'esecutivo preferisce osservare gli sviluppi a livello nazionale e internazionale prima di un eventuale intervento statale, si legge in una nota odierna.

Stando al rapporto, alcuni aspetti problematici sono già coperti dal diritto vigente. Inoltre, i gestori delle piattaforme e le organizzazioni private hanno nel contempo lanciato diverse iniziative di autoregolamentazione volte a contrastare il fenomeno, che ha suscitato accesi dibattiti nell'opinione pubblica.

Il Consiglio federale assume la medesima prudente posizione anche per quanto riguarda la pubblicità sempre più frequente sui media sociali. Pur sottolineando la carenza di prescrizioni specifiche sulle offerte pubblicitarie commerciali, il governo intende tuttavia esaminare, nel quadro dell'elaborazione di una legge sui media elettronici, se l'obbligo di trasparenza, attualmente in vigore per la pubblicità radiofonica e televisiva, debba essere esteso anche ai social network.

L'esecutivo indica peraltro che attualmente sono in corso di realizzazione diversi progetti legislativi che presentano un legame con i media sociali e puntano a migliorare a medio termine la sicurezza degli utenti di Twitter, Facebook o YouTube: revisione della legge sulla protezione dei dati, uniformazione delle regole concernenti la vendita di film e videogiochi, progetto nazionale di sensibilizzazione dei giovani.

Anche la nuova legge sulle telecomunicazioni prevede nuove disposizioni per migliorare la tutela dei bambini e dei giovani. Gli operatori telecom dovranno infatti essere obbligati a fornire una consulenza ai genitori, in occasione di un abbonamento Internet o di comunicazione mobile per i figli.

Infine, le rivedute leggi federali sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT) e sulle attività informative (LAIn) la cui entrata in vigore è prevista per il 2018, consentiranno - secondo il Consiglio federale - di identificare e sorvegliare le persone sulle principali piattaforme di media sociali al fine di salvaguardare importanti interessi nazionali.

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SDA-ATS