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BERNA - In futuro la metà dei proventi dell'imposta sul cherosene dovrà essere utilizzata per la sicurezza aerea. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, precisando che il 25% andrà a favore dell'ambiente e il restante 25% a provvedimenti volti a garantire la protezione contro atti terroristici.
Il 29 novembre 2009, il popolo svizzero aveva approvato con largo margine (65% di "sì") di modificare la Costituzione federale affinché i proventi della tassa sul carburante aereo (40-50 milioni di franchi l'anno) fossero destinati al settore dell'aviazione e non più alla circolazione stradale.
Il governo propone ora una chiave di ripartizione di questo denaro. Il 50% dovrà essere utilizzato per contributi a favore della sicurezza tecnica nel traffico aereo. Saranno in particolare finanziati i servizi di controllo sulla navigazione aerea negli aeroporti regionali o programmi di prevenzione degli incidenti.
Un quarto degli introiti sarà destinato a misure volte a ridurre l'inquinamento fonico e le emissioni di sostanze nocive nel settore dell'aviazione. Il resto sarà utilizzato per prevenire atti criminali contro il traffico aereo, in particolare per il controllo dei passeggeri e dei loro bagagli, nonché per la sorveglianza dei velivoli.
Stando a un comunicato del Dipartimento federale dei trasporti (DATEC), il Consiglio federale potrà distanziarsi "temporaneamente dalla chiave di ripartizione, in particolare quando si dovranno adottare determinate misure in modo prioritario". La distribuzione del denaro sarà invece di competenza dell'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC).

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SDA-ATS