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CF: misure coercitive, domande d'indennizzo senza termine

All'origine del progetto vi è l'ex consigliere agli Stati Raphaël Compte (PLR/NE). KEYSTONE/PETER SCHNEIDER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 febbraio 2020 - 11:57
(Keystone-ATS)

Il Consiglio federale segue senza riserve il progetto parlamentare che mira a consentire alle vittime di collocamenti coatti di chiedere un indennizzo in qualsiasi momento. La legge attualmente in vigore pone un termine per le domande, già scaduto al 31 marzo 2018.

La Legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) prevede il versamento di una indennità fino a 25'000 franchi a titolo di riparazione per le vittime che si sono manifestate entro quella data.

In adempimento di un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere agli Stati Raphaël Comte (PLR/NE), depositata lo scorso mese di giugno, e in conformità con una raccomandazione della Commissione peritale Internamenti amministrativi, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati, dopo aver ottenuto il via libera dell'omologa del Nazionale, ha elaborato un progetto di legge che intende permettere alle vittime di richiedere un indennizzo in qualsiasi momento.

La procedura legislativa vuole che il Consiglio federale si esprima in materia, cosa che ha fatto oggi senza obiezioni e, anzi, sottolineando, ancora una volta, di prendere "sul serio l'analisi esaustiva e il riconoscimento dell'ingiustizia e delle sofferenze inflitte alle vittime".

In materia di aiuto finanziario alle vittime di collocamenti forzati, il parlamento lo scorso dicembre ha già compiuto un passo con una modifica legislativa. Le persone che hanno ottenuto il cosiddetto contributo di solidarietà (la somma fino a 25'000 franchi) non saranno più penalizzate a livello di prestazioni complementari.

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