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Sostegno finanziario diretto dei ricercatori che partecipano in Svizzera a progetti associati a "Orizzonte 2020" e che dopo il sì popolare all'iniziativa contro l'immigrazione di massa non beneficiano più dei fondi europei. Il Consiglio federale ha deciso oggi di adottare misure transitorie in questo senso, mantenendo tuttavia invariato l'obiettivo di una piena e rapida associazione elvetica a questo programma quadro dell'Ue per la ricerca e l'innovazione, possibilmente entro l'anno. Per quest'anno, Berna verserà circa 500 milioni di franchi prelevati dal credito di 4,4 miliardi già votato dal parlamento.

"Attualmente gli scienziati attivi in Svizzera possono partecipare a "Orizzonte 2020" (o Horizon 2020), ma non hanno più accesso ai fondi comunitari", ha ricordato in conferenza stampa il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann. Dopo la votazione del 9 febbraio scorso, la Commissione europea ha infatti sospeso i negoziati sull'associazione di Berna e ha assegnato alla Svizzera lo status di Paese terzo.

"I mezzi finanziari di un solo paese non bastano per rimanere fra i paesi più innovativi al mondo", ha fatto notare Schneider-Ammann, aggiungendo che è nell'interesse della Svizzera partecipare a "Orizzonte 2020", "un programma molto ambizioso, grazie al quale il nostro Paese otterrebbe più soldi di quelli versati a Bruxelles".

Il budget complessivo del programma dell'Ue, valido per il periodo 2014-2020, si aggira sugli 80 miliardi di euro. Nel 2013 il parlamento elvetico aveva approvato un credito di 4,4 miliardi di franchi per sette anni. Naturalmente "i soldi non sono ancora stati versati", visto che la partecipazione elvetica è stata sospesa, ha spiegato Schneider-Ammann. Per l'anno in corso, Berna intende pertanto stanziare circa 500 milioni di franchi - attingendo al credito elvetico complessivo - con i quali sostenere transitoriamente i ricercatori attivi in Svizzera.

Ai sussidi avranno diritto gli scienziati impiegati in istituti di ricerca pubblici, organizzazioni e imprese con sede in Svizzera che partecipano ai programmi di "Orizzonte 2020", compresi i progetti ERA-NET e quelli dell'European Institute of Innovation & Technology (EIT). È inoltre contemplato il finanziamento diretto dei contributi per altri programmi e iniziative di ricerca che, in caso di associazione svizzera a "Orizzonte 2020", sarebbero stati cofinanziati. Previsto pure il finanziamento diretto dei bandi di concorso finora preclusi per i progetti specifici di "Orizzonte 2020" del Consiglio europeo della ricerca (CER).

Le misure adottate oggi - che figureranno in un'apposita ordinanza - prevedono che sia la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) ad occuparsi del sostegno dei singoli progetti, come avveniva prima del 2004.

La soluzione adottata oggi è valida per il 2014, ha ricordato Schneider-Ammann, prima di aggiungere che nella seconda metà dell'anno la Confederazione spera di sapere se dal 2015 sarà finalmente associata a "Orizzonte 2020".

Per ora, i ricercatori svizzeri (dovrebbero essere circa 600 ogni anno) sono invitati a candidarsi il più presto possibile ai diversi progetti così come farebbero se la Svizzera prendesse parte ai programmi quadro di ricerca europei. In autunno la SEFRI pubblicherà sul proprio sito i moduli di domanda per il finanziamento dei singoli progetti.

SDA-ATS