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Promuovere l'uso della bicicletta e delle piste ciclabili, ma senza sconfinare nelle competenze dei Cantoni e dei Comuni. È il succo del controprogetto diretto all'iniziativa di Pro Velo approvato oggi dal Consiglio federale.

Pur respingendo l'iniziativa, il Consiglio federale è consapevole che la diffusione dell'uso della bicicletta può contribuire al decongestionamento del traffico, a ridurre le emissioni di CO2 e a promuovere la salute, indica una nota odierna del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).

L'Esecutivo è quindi disponibile ad equiparare il traffico ciclistico a quello pedonale ed escursionistico a livello di politica dei trasporti, ma non a "sconfinare" nella competenze di Cantoni e Comuni per ragioni finanziarie e di personale: "le attività di pianificazione, costruzione e manutenzione, tuttavia, spettano ai Cantoni e Comuni in base alla ripartizione dei compiti prevista dalla Costituzione", precisa la nota.

L'attuale articolo costituzionale (articolo 88 "Sentieri e percorsi comunali") verrebbe quindi integrato con una menzione alle piste ciclabili. Tuttavia non si intende riformulare il capoverso 2 - "Può sostenere e coordinare i provvedimenti dei Cantoni per la realizzazione e la manutenzione di queste reti" - passando da una forma potestativa a imperativa.

L'amministrazione federale si limiterebbe a un ruolo di supporto e di coordinamento anche per la realizzazione di queste infrastrutture. L'iniziativa popolare, depositata il primo marzo scorso, ha raccolto 105'234 firme valide. Chiede di promuovere l'uso della bicicletta creando un maggior numero di piste ciclabili.

Il testo, lanciato da Pro Velo, è appoggiato dalle associazioni svizzere in favore del cosiddetto traffico lento (Swiss Cycling, Associazione traffico e ambiente, Mobilità pedonale, Sentieri Svizzeri), così come dalle organizzazioni ambientaliste.

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SDA-ATS