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Didier Burkhalter puntava al rinnovo della via bilaterale, ma l'opposizione politica è forte.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Il Consiglio federale ha tenuto oggi una discussione sulla politica europea, ma non ha ancora preso una decisione in merito. L'esecutivo informerà i media solo al momento opportuno, verosimilmente prima della pausa estiva.

Lo ha comunicato il portavoce del governo André Simonazzi. Il tema era molto atteso dalla stampa, due giorni dopo l'annuncio a sorpresa delle dimissioni del ministro degli affari esteri Didier Burkhalter con effetto al 31 ottobre. Sebbene il consigliere federale del PLR abbia negato che vi fosse un legame tra la sua partenza dal governo e il dossier europeo, quest'ultimo al momento si trova in una fase di stallo.

Burkhalter punta da cinque anni su un rinnovo della via bilaterale con Bruxelles. Il suo intento di garantire l'accesso al mercato europeo tramite un accordo quadro, auspicato anche dall'UE al fine di assicurarsi che la Svizzera riprenda sistematicamente il diritto europeo, convince però sempre meno.

Dopo il blocco delle discussioni in seguito al "sì" del popolo all'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa il 9 febbraio 2014, il ministro neocastellano si trova confrontato con un'opposizione politica interna. L'UDC non vuole che il regolamento dei contenziosi tra Berna e Bruxelles passi attraverso la Corte europea di giustizia. Anche il PLR e il PPD sono viepiù tiepidi su un accordo quadro e delle voci si sono levate in favore di una ridefinizione del mandato negoziale.

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SDA-ATS